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Ovum: i ricavi M2M arriveranno a 44.8 miliardi di dollari nel 2018

M2M

Dopo le previsioni di Deutch Telecom sui principali trend di sviluppo per le comunicazioni del prossimo futuro, è tempo di quantificare l’ammontare del business di un settore chiave dell’IoE. A pronunciarsi a riguardo è Ovum secondo cui i ricavi provenienti dai servizi hanno tutte le carte in regola per triplicare a livello mondiale nel corso dei prossimi cinque anni.  Il fatturato globale per servizi , pari a 16.7miliardi di dollari nel 2013,  sono destinati a crescere fino a quota 44.8 entro il 2018. Più di un terzo di questi ricavi ci si attenda che arrivino dalla regione Asia-Pacifico che potrebbe generare 15 miliardi di dollari entro il 2018.

Nel 2012 sono state registrate 106.400 mila connessioni globali M2M nel 2012, quota destinata a crescere fino a 360,9 milioni nel 2018. La regione Asia-Pacifico sarà, ancora una volta, quella che guiderà tale crescita che avverrà comunque in modo diffuso anche altrove. Ovum ha identificato anche quali saranno i settori con maggiore crescita nelle comunicazioni M2M: la sanità, il manifatturiero e l’ambito energetico, prevedendo un fatturato di 7,9 miliardi di dollari, con 7,1 miliardi e  7 miliardi rispettivamente.

Cifre meno entusiasmanti di altre, sottolinea Jeremy Green, analista Ovum per Industry, Communications & Broadband, che prevedono non propriamente lo sviluppo delll’ quando le connessioni gestite sulle reti pubbliche mobili. “Per le telco – spiega Green – ci sono due reali opportunità: restare nelle retrovie e fornire la connettività per i servizi M2M, o rimboccarsi le maniche ed entrare nella fornitura di soluzioni end to end”

Ovviamente il futuro è molto più roseo per gli operatori mobili che coglieranno la seconda sfida ma questo approccio comporterà la doverosa “assunzione di nuove conoscenze e competenze per telco e carrier e lo sviluppo di relazioni con i system integrator e gli  sviluppatori di software e sistemi”, aggiunge Green. “Se un carrier vuole giocare un ruolo essenziale come fornitore di connettività e concentrarsi solo su quel ruolo, deve avere relazioni sane e robuste  con produttori di dispositivi “, ha detto Green. “Se un vettore si vede come un fornitore end to end, le sue partnership saranno ancora più critiche, perché è improbabile che si possa essere ascoltati dai top manager all’interno delle imprese di un certo livello a meno che non si stia lavorando con un attore globale nell’integrazione di sistemi”. 

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