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Vendite on line: dal governo stop ai rincari per chi usa carte di credito

Letta

Più tutele in arrivo per i consumatori che comprano on line e in generale a distanza, ovvero al di fuori delle attività commerciali a partire da giugno. Il Consiglio dei ministri ha approvato oggi uno schema di decreto legislativo che prevede tempi più lunghi per il cosiddetto ripensamento e la richiesta di rimborso (da 10 a 14 giorni) e il divieto di sovrapprezzo nel caso di pagamento con carte di credito. Il decreto, in realtà, recepisce la direttiva europea 83/2011 sui diritti dei consumatori e supera le sanzioni comminate dall’Unione europea all’Italia sulla materia. “Abbiamo approvato un decreto – ha detto il presidente del Consiglio, Enrico Letta – che supera la pesante sanzione comunitaria sui diritti dei consumatori sulle vendite fuori dalle attività commerciali, le vendite a distanza. Il decreto dà più forza al consumatore sul diritto di recesso. Si allungano i tempi a disposizione del consumatore per il cosiddetto ripensamento. Viene sancita – ha detto ancora – l’esclusione della possibilità di avere tariffe superiori se il cliente paga con la . È un messaggio importante“. “A partire dal 14 giugno 2014 – data dell’entrata in vigore della maggior parte delle disposizioni contenute nel decreto – si legge in una nota della presidenza del Consiglio – sono previste maggiori informazioni precontrattuali per i consumatori in particolare nei contratti a distanza e negoziati al di fuori dei locali commerciali. Il provvedimento intende consentire a ciascun consumatore di operare una scelta consapevole quando procede ad un acquisto“.

L’Antitrust vigilerà sull’applicazione delle norme e potrà sanzionare le eventuali pratiche commerciali scorrette. Ci saranno maggiori obblighi per il professionista, di informazione precontrattuale da fornire ai consumatori nelle vendite dirette, cioè contratti negoziati fisicamente fuori dai locali commerciali e nelle vendite a distanza. Si allunga da 10 a 14 giorni il diritto di recesso (diritto di ripensamento) riconosciuto al consumatore. In caso di omessa comunicazione al consumatore dell’informazione sull’esistenza del diritto di recesso (ci sarà un modello tipo di recesso valido in tutti i paesi Ue) si passa dagli attuali 60gg dalla conclusione del contratto e da 90 gg. dalla consegna del bene a dodici mesi. In caso di ripensamento, il consumatore qualora eserciti il diritto di recesso, potrà restituire il bene, anche se in parte deteriorato, perché sarà responsabile solo della “diminuzione del valore del bene custodito”; Sarà inoltre esclusa la possibilità di imporre al consumatore, qualora non utilizzi contante (ad es. in caso di pagamenti con carte di credito o bancomat), tariffe superiori; analogo limite riguarda la tariffa telefonica su linee dedicate messe a disposizione del consumatore dal venditore, nelle vendite dirette e nelle vendite a distanza.

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