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Ceo italiani fiduciosi: il 74% aspetta ricavi in crescita nel 2014

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Buone notizie dai di mezzo mondo. Secondo il 17° Annual Global Survey, ricerca realizzata da PwC e presentata al 44esimo World Economic Forum di Davos, in Svizzera, il doppio dei Ceo, rispetto allo scorso anno, prevede segnali  di ripresa per l’economia globale nei prossimi 12 mesi, mentre il 39% si dice “molto ottimista” circa l’aumento di fatturato  della propria azienda nel 2o14. La ricerca è stata condotta su 1.340 Ceo provenienti da oltre 68 paesi, di cui oltre 50 italiani. Ciò dimostra che “I Ceo hanno riguadagnato fiducia. Sono riusciti a guidare con successo le proprie aziende attraverso la recessione, sono sempre più ottimisti nella propria capacità di incrementare ricavi e sulle prospettive di recupero per l’economia globale. Tuttavia, sono consapevoli che generare una crescita sostenuta nell’economia del dopo-crisi continui a rappresentare una sfida, soprattutto in un momento in cui devono misurarsi con condizioni mutevoli come il rallentamento della crescita dei mercati emergenti.

A livello globale per settore, i più fiduciosi sui prossimi 12 mesi sono i Ceo del settore alberghiero e leisure (46%), seguiti da quelli del settore bancario e del mercato dei capitali (45%), della distribuzione (44%), dei servizi finanziari (44%), dell’asset management (44%), delle comunicazioni (44%) e dell’ingegneria e costruzioni (41%). I meno fiduciosi sono i CEO del settore metallurgico con solo il 19%. Con lo stabilizzarsi dell’economia mondiale, inoltre, i CEO hanno individuato i principali trend che trasformeranno il loro business nei prossimi cinque anni. Ai primi posti, per l’81% c’è il progresso tecnologico, seguito dai mutamenti demografici per il 60% e dai cambiamenti nel potere economico mondiale per il 59% degli intervistati. A cui si accompagnano le nuove strategie messe in campo per la gestione dei talenti (93%), delle acquisizioni e fidelizzazione del cliente (91%), degli investimenti tecnologici (90%), e l’uso e la gestione dei dati (88%).

Ma l’entusiasmo dei Ceo non è privo di incertezze e di dubbi, soprattutto legati alla presenza o assenza di azioni di Governo, all’eccessiva regolamentazione (72%) e al deficit di bilancio (71%). Nei Paesi in cui si registra la preoccupazione maggiore per la regolamentazione figurano la Francia con l’88%, l’Australia con l’85%, l’India con l’82% e la Germania col 77%. Inoltre, i CEO si dicono preoccupati tanto del rallentamento della crescita nei Paesi emergenti (65%) quanto della bassa crescita nei mercati sviluppati (71%). Fra i timori maggiori si annoverano anche il carico fiscale (70%), la disponibilità di risorse umane con competenze chiave (63%), la volatilità dei tassi di cambio (60%) e l’instabilità dei mercati di capitali  (59%).

I Ceo italiani

Dalla ricerca emerge che migliora il clima di fiducia dei Ceo delle società italiane che vedono un 2014 positivo, il 74% (59% l’anno scorso) è fiducioso a 12 mesi sulla crescita dei ricavi della propria società. Tale dato è ancor più positivo a 36 mesi dove la percentuale sale all’88% (84% l’anno scorso).

Le principali opportunità di sviluppo percepite dai Ceo Italiani riguardano l’innovazione di prodotto e processo (35%) e la  crescita sui mercati internazionali sia in quelli attualmente presidiati che in nuovi mercati. Tra i mercati internazionali più  attraenti oltre a Cina, Russia e Brasile anche gli USA e la Germania, ancora in fase di “studio” nel medio periodo Turchia,  Indonesia e Messico.

Nell’attuale fase di difficoltà economica oltre il 90% dei CEO Italiani si è impegnato in rilevanti attività di riduzione dei costi focalizzandosi soprattutto sul right sizing aziendale per affrontare la crisi del mercato domestico, la necessità di accelerare la crescita internazionale ha portato diverse Società italiane a riconsiderare gli attuali partners in relazione a JVs ed alleanze  strategiche. Inoltre, solo il 26% dei CEO Italiani pianifica di aumentare il numero dei dipendenti aziendali contro il 58% dei CEO tedeschi ed il 59% di quelli Francesi.

Nonostante la crisi della nostra economia, dicono da PwC, molte società italiane hanno saputo reagire trasformando la propria value  proposition e cambiando in modo sostanziale la propria organizzazione, ma il cambiamento d’indirizzo strategico non è  terminato i CEO Italiani evidenziano di avere attualmente in corso piani collegati al miglioramento dell’efficienza  organizzativa (31%) e dei meccanismi di corporate governante (31%), nuovi investimenti tecnologici (27%) ed un  ripensamento delle strategie per la gestione e valorizzazione dei talenti (27%).  Tra le principali minacce alla crescita del business, i nostri Ceo individuano l’aumento del carico fiscale e la risposta  governativa alla riduzione del deficit e del debito pubblico, oltre ovviamente alla debole ripartenza della nostra economia e dell’Euro zona nei prossimi 12 mesi.

Nicola Anzivino, Partner, PwC Strategy Group commenta: “I Ceo italiani guardano al 2014 con più fiducia rispetto a quanto  emerso nella precedente analisi 12 mesi fa, non solo valutano che la nostra economia possa tornare in territorio positivo in  termini di crescita del PIL, ma hanno la consapevolezza di aver saputo lavorare per trasformare la loro Società nell’ultimo  periodo per competere meglio a livello internazionale. Non siamo però alla fine del percorso di rilancio delle nostre società, il  tema dell’innovazione di prodotto e processo è ancora al centro dell’agenda dei top manager del nostro Paese”

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