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Caio: “Italia indietro sulle reti di nuova generazione”

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Sulla rete di prima generazione, quella base siamo messi bene, copre quasi tutti“, mentre “siamo molto indietro sulla reti di nuova generazione, su cui passano filmati o musica”. Lo ha detto il commissario del Governo per l’Agenda digitale, nonchè Digital Champion  italiano , ospite della trasmissione 2Next. Ed è su questo tema che insisterà, dichiara Caio, anche il report commissionato dal Presidente del Consiglio Enrico Letta, sull’analisi  dell’attuale situazione italiana, gli investimenti e i piani di sviluppo dei principali gestori, sulla . A stilare il report anche studiosi, il francese Gerard Pogorel e l’americano Scott Marcus. “C‘è sicuramente bisogno di nuovi investimenti sulla rete” afferma Caio che ha spiegato come, infatti, ci siano “delle aree in cui la rete di nuova generazione non arriva e bisognerà capire come il governo e altre istituzioni potranno intervenire”. 

Esistono delle tecnologie che consentono la condivisione di infrastrutture, si fa una sola fibra e poi la si condivide. Le forme specifiche in cui questo avviene effettivamente dipendono dal negoziato con le imprese” ha spiegato Caio  “Ci sono diversi modelli che si possono usare per lo sviluppo delle infrastrutture, è chiaro che nel momento in cui si condividere parte dell’investimento si possono fare reti più ampie”. Caio ha anche precisato come si possano utilizzare “dei nuovi modelli di business rispetto a quelli del passato“.

Riguardo agli altri punti dell’agenda digitale, declinata sul fronte pubblico, il commissario ha sottolineato che “tra il 2014 e il 2015 le anagrafi che oggi sono dei comuni passano su un sistema centrale, che diventa una sorta di piattaforma comune a tutti”, mentre, ha fatto sapere, “per la seconda metà di quest’anno parte il progetto pilota dell’identità digitale”. Sulla necessità di nuove risorse, Caio ha osservato: “Bisogna spendere meglio quello che si ha, visto che ci sono 5-6 miliardi l’anno per l’informatica pubblica. Se si riqualifica la spesa si può fare molto”. 

Non si espresso, invece, sul tema dello scorporo della rete Telecom: “Bisogna chiederlo al consiglio di amministrazione di Telecom Italia”. 

 

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