Legal & Digital Rights

Datagate: Obama annuncia nuove regole per Nsa. Basteranno?

Barak Obama

Dopo mesi di indiscrezioni e di critiche sull’operato dell’ americana a seguito delle rivelazioni di Edward Snowden, ieri il presidente ha annunciato modifiche nel modo con cui le agenzie di intelligence raccolgono e usano telefonate, sms, email e chat online. Ecco in sintesi i termini della riforma delineata al Dipartimento della Giustizia.

  •  Il pubblico avrà una voce davanti alla Fisc, la corte segreta che dà luce verde, su richiesta del governo, alle intercettazioni delle agenzie di intelligence. Obama vuole aprire le porte della corte, che adesso opera in segreto, a una commissione esterna al governo che “nei casi significativi potrà offrire una viole indipendente”.
  • Nuovi limiti sui megadati telefonici: La Nsa continuerà a raccogliere megadati ma con alcune limitazioni importanti. Verrà ad esempio ristretto da “tre contatti” a due il pool dei bersagli delle intercettazioni. Le spie dovranno avere l’ok del giudice o “motivi di reale emergenza” prima di “aprire” una telefonata. Dopo il 28 marzo, quando il ministro della Giustizia darà indicazioni alla Casa Bianca, la Nsa non immagazzinerà più i megadati che saranno affidati ad un’altra entità ancora non definita. Le priorità dello spionaggio verranno riesaminate annualmente dall’amministrazione.
  • Obama vuole dare ai colossi del web e delle tlc (Google, Facebook, Twitter, etc) più margine di manovra per rendere pubblico quel che l’amministrazione ha chiesto loro di consegnare.
  • E’ stato annunciato “il passo senza precedenti” di creare garanzie alla per cittadini di altre nazioni che vivono all’estero: si tratterebbe di limiti temporali sulla conservazione dei dati personali per assicurare che siano usati solo in circostanze molto particolari.

In sintesi le attività di spionaggio andranno avanti, sia negli Usa che all’estero, sia per scongiurare possibili minacce terroristiche, che “per raccogliere informazioni sulle intenzioni dei governi, così come fanno i servizi di intelligence di ogni altra nazione”. Ma il Presidente americano ha però anche assicurato di aver “messo in chiaro con la comunità di intelligence che, in mancanza di motivi di sicurezza nazionale convincenti, non controlleremo le comunicazioni di capi di Stato e governo di nostri stretti amici o alleati”. I leader amici devono sapere che “se voglio sapere cosa ne pensano di una certa questione, li chiamo al telefono” piuttosto che far riferimento alle intercettazioni.

Le reazioni dal mondo non si sono fatte attendere. Barack Obama, infatti, non convince il fronte di chi da mesi lo combatte apertamente denunciando gli abusi dell’intelligence americana come Julian Assange, il fondatore di Wikileaks  e Glenn Greenwald del Guardian, il giornale che per primo ha pubblicato le rivelazioni di Snowden,  a bocciare senza mezzi termini la riforma della National Security Agency, avanzata dal presidente. Greenwald sostiene che unico obiettivo della Casa Bianca è quello di ” di calmare il pubblico e far credere che c’è una riforma quando in realtà non cambia nulla”. Altrettanto duro, Julian Assange, secondo cui “Obama non ha detto nulla“, attacca alla Cnn, in collegamento diretto dal suo esilio nell’ambasciata ecuadoriana a Londra. “È imbarazzante – aggiunge – vedere un presidente degli Stati Uniti parlare per 45 minuti per non dire nulla. Ha detto che non c’è stato alcun abuso della Nsa, ma questo è falso”.

Positiva, invece, la reazione della Commissione Ue che ha accolto “con favore il discorso di Obama sulla revisione dei programmi di intelligence, e in particolare il suo impegno ad affrontare i timori sulla raccolta dei dati da parte dell’NSA”: lo afferma Bruxelles in una nota. “Obama dimostra di aver ascoltato i timori della Ue riconoscendo la necessità di agire”. Avevamo detto che in seguito alle rivelazioni sui programmi di intelligence, la fiducia nello scambio di dati Ue-Usa era compromessa“, ma “riconoscendo la necessità di agire, Obama ha fatto passi importanti per ricostruire tale fiducia”, prosegue la Commissione. Alla Ue piace in particolare la volontà di estendere anche ai cittadini non-Usa le salvaguardie di cui godono i cittadini Usa circa la protezione dati. “L’annuncio del presidente rappresenta l’inizio di un importante processo per affrontare i timori Ue e ci aspettiamo altre azioni in questa direzione”, soprattutto perché “restano aperte ancora molte questioni da approfondire nel dettaglio“. La Commissione proseguirà quindi il dialogo con gli Usa, per arrivare ad un sistema che affronti le questioni legate alla sicurezza rafforzando allo stesso tempo la fiducia nello scambio dati verso gli Usa nel settore commerciale. La Ue continua a chiedere poi un accordo sulla protezione dati che garantisca i diritti dei cittadini europei, compreso quello di adire le corti americane anche per quelli non residenti negli Usa.

Soddisfazione anche da Berlino, con cui in passato l’attività dell’NSA aveva procurato non pochi problemi. Il governo tedesco saluta positivamente le limitazioni alle attività d’intelligence annunciate dal presidente statunitense Barack Obama e “analizzerà esattamente quanto annunciato“, ha reso noto Steffen Seibert, portavoce della cancelliera Angela Merkel. “Il governo tedesco saluta il fatto che fondamentalmente la protezione dei dati e i diritti personali siano osservati anche per i cittadini non statunitensi”, ha aggiunto.

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