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Crowdsourcing: le 5 piattaforme da provare

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Più teste è mej che one” potrebbe essere lo slogan adatto al , ovvero alla possibilità per le imprese di far fare ad altri alcune attività ricorrendo a piattaforme disponibili in Rete dove, da una parte si trovano volontari e professionisti freelance disposti ad offrire i propri servizi, e dall’altra le aziende che intendono “esternalizzare” qualche progetto. Vantaggi per le aziende? Risultati di qualità solitamente in tempi minori ma soprattutto coinvolgimento di un elevato numero di persone e quindi cooperazione. Queste 5 piattaforme da provare.

Freelancer.com. Con i suoi 8 milioni di utenti è uno dei bacini più ricchi dai quali poter attingere professionisti di diversi settori: dagli sviluppatori agli esperti di marketing passando per designer, consulenti legali e personale per il data entry. Le aziende possono pubblicare un progetto e un budget per ricevere offerte dai “freelancer” presenti e poi valutarle in base a prezzo e qualità.

zoopaZooppa. Piattaforma molto semplice e intuitiva dove è possibile lanciare un “brief” mettendo in palio un montepremi e avendo la possibilità, al termine del contest, di mettersi in contatto diretto con il creativo che ha vinto per chiedere aggiustamenti o modifiche rispetto al lavoro proposto.

Startbytes. Adatto a chi ha l’esigenza di sviluppare un sito web. La particolarità è che si può scegliere, una volta scritto il brief e impostato il budget, tra modalità contest e job: nel primo caso l’obiettivo è trovare la proposta perfetta mentre nel secondo è individuare il migliore professionista in grado di realizzare il progetto.

Userfarm. Piattaforma da scegliere quando si ha la necessità di realizzare un video: spot tv, video virali o web series. Anche in questo caso le aziende possono dar vita a gare creative, con assegnazione di compensi in denaro, alle quali possono partecipare gli oltre 30mila videomaker che fanno parte di questa community.

99design. Indicata per chi deve realizzare un logo, un sito Internet o qualunque altro lavoro “grafico”. La forza di questa piattaforma è nel numero elevato di designer presenti (oltre 250mila) in grado di proporre soluzioni al progetto lanciato da un’impresa semplicemente compilando il brief. Un logo nuovo in 7 giorni potrebbe essere la frase adatta per 99design.

Alternative al crowdsourcing ci sono ovviamente. Tra queste le peggiori: impiegare una persona giorni e giorni a chiedere preventivi oppure mettersi nel tempo libero a “googlare” per trovare degli spunti innovativi per il proprio logo da far realizzare internamente con Paint per risparmiare. Un incentivo alla scelta del crowdsourcing può venire da questa frase di Roy Kroc, fondatore di McDonald’s: “Nessuno di noi è tanto in gamba quanto noi tutti messi insieme”.

Sonia Montegiove

Sonia Montegiove

Responsabile editoriale di Tech Economy.
Presidente dell’Associazione LibreItalia, è analista programmatore e formatore. È giornalista per passione ed è entrata a far parte della redazione di Girl Geek Life , convinta che le donne possano essere avvicinate alle nuove tecnologie scrivendo in modo chiaro e selezionando le notizie nel modo giusto.

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