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Internet of Everything: assieme a Cisco Italia raccontiamo il mondo che cambia

VEM

Poche cose sono affascinanti come analizzare le modalità ed i tempi con i quali una tecnologia – dalla sua comparsa – prende effettivamente piede. Ciò perché farlo vuol dire incrociaredati economici con fattori sociali, considerare la penetrazione di (altre) tecnologie abilitanti, la capacità delle persone di assorbire ed interiorizzare l’innovazione ed il cambiamento. E, non ultimo, vuol dire essere disponibili a dover ammettere di aver sbagliato di grosso le proprie previsioni: è successo con la telefonia mobile, con l’uso degli SMS, in generale con tutti i fenomeni connessi a quel trend che una volta si definiva convergenza (e che ora sempre convergenza è, anche se non va più di moda chiamarla così). Spesso ciò accade perché alle aziende piacerebbe più di quanto non sia effettivamente possibile che i cicli di adozione delle nuove tecnologie ed i ritmi del cambiamento corrispondessero ai quarter fiscali. L’esigenza di produrre fatturato genera la necessità di sviluppare soluzioni commerciali nuove. Tuttavia non sempre (anzi, quasi mai) le esigenze di fatturato si sposano con il ritmo di sviluppo della società, e quindi non è inusuale osservare come le tecnologie, per arrivare davvero ad incidere sui bisogni primari delle persone, si facciano attenderepiù di quanto piacerebbe alle aziende. E non si tratta, in questo caso, di flop o errori, ma semplicemente del tempo che è filologicamente necessario a sviluppare quel cambiamento nella società che non può essere certo immediato, ma che è inarrestabile.

Accade poi che, in determinate fasi – raggiunta la necessaria massa critica in campi ed ambiti solo apparentemente diversi – alcuni fenomeni letteralmente esplodano, determinando delle vere e proprie rivoluzioni: innovazioni “disruptive” che inducono dei grandi cambiamenti di paradigma. E’ successo con il motore a vapore. E, un po’ più di recente, con il web, la telefonia mobile, i social network.

Succederà ora, che fenomeni soltanto apparentemente distinti stanno contestualmente raggiungendo quella massa critica capace di indurre un cambiamento radicale:

  • social network hanno raggiunto una diffusione tale da attivare quelle esternalità positive di rete tali da far sì che per l’utente non esservi sia sempre più difficile. Con tre utenti su quatto su Facebook e simili, tali strumenti hanno ormai ingenerato un cambiamento sostanziale nei comportamenti delle persone ed in come esse vivono le relazioni.
  • L’accesso ad internet in mobilità, la diffusione del cloud computing e l’uso dei servizi tramite app hanno ormai indotto gli utenti a non considerare più i servizi on-line come qualcosa da fruire in un luogo ed in un contesto specifici, ma come strumenti che li seguono nella loro quotidianità e che possono essere utilizzati quando serve, indipendentemente dal device, dal luogo e dal contesto.
  • La convergenza verso il protocollo IP, la diffusione di IPV6 e di tecnologie come RFiD o NFC stanno facendo sì che sempre più rapidamente l’information technology stia entrando nelle cose, mutandone comportamenti, dinamiche, ruolo. E’ – finalmente – quell’Internet delle Cose della quale si parla da anni, ma che oggi sta realmente cambiano la natura degli oggetti e della realtà che ci circonda.
  • Il combinato disposto dei fenomeni sopra elencati sta rendendo l’analisi dei big data non solo un’opportunità da cogliere, ma una necessità per muoversi nel sempre più complesso universo di dati che persone e device di vario tipo producono ed immettono in rete.
Tutto ciò fa sì che si parli, oggi, di Internet of Everything, ossia quella internet di (tutte) le cose che collegando persone, oggetti, contesti, informazioni e processi crea nuovi modelli di valore, induce nuovi comportamenti, produce nuovi contesti. Induce, insomma, un vero e proprio cambiamento di paradigma.Un cambiamento di paradigma che Cisco paragona a ragione – in termini di impatto – a quello della rivoluzione industriale. Una nuova rivoluzione industriale, insomma, che nei prossimi anni cambierà il nostro rapporto con le tecnologie, con la rete, con la realtà.Per questo siamo particolarmente fieri di lanciare oggi la nostra partnership con , che si concretizza nella realizzazione di un canale verticale dedicato, appunto, all’Internet of Everything e che nasce anche in vista dell’Internet of Everything Italian Forum, evento che Cisco sta organizzando per il prossimo 31 Gennaio a Milano.

Nel nostro canale cercheremo di comprendere assieme come la rete cambierà il rapporto tra datipersoneprocessi ed oggetti, in un mondo ove tutto sarà connesso. Racconteremo numeri, fatti, cifre, casi di studio, notizie ed esperienze grazie all’intervento dei protagonisti e dei nostri visionist.

L’appuntamento è quindi per il prossimo 31 gennaio, nel frattempo, vi lascio al mio Keynote sull’Internet of Everything tenuto qualche tempo fa per Vem Sistemi.
Buona visione!

Chief Editor di TechEconomy.
Docente universitario, giornalista, advisor per le Nazioni Unite.

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