ICT & Telco

Telecom Italia: Telefonica “non commenta” ipotesi di cordata per Tim Brasil

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La spagnola , principale azionista di Telco, controllante di , “non commenta” le ipotesi secondo le quali starebbe studiando una cordata per acquisire , concorrente in Sud America. In una nota, emessa su pressione della Consob, dopo le ipotesi secondo cui starebbe studiando una cordata su , Telefonica smentisce con forza di far parte di un gruppo già costituito per l’acquisto e “non ha alcun dettaglio” su un simile veicolo da fornire al pubblico.

La dichiarazione di Telefonica si inserisce all’interno del forte dibattito che ha investito Telecom nei giorni scorsi, proprio a seguito delle voci diffuse a mezzo stampa dal Sole24Ore, su un’offerta per Tim Brasil da parte di Telefonica insieme ad America Movil di Carlos Slim e all’operatore carioca Oi-Telemar. L’obiettivo della cordata sarebbe quello di spartirsi la controllata sudamericana del gruppo italiano. A nulla è servita la nota della società che ha subito precisato “di non essere a conoscenza di alcuna offerta per Tim Brasil” e ha ribadito “ancora una volta, la strategicità dell’asset brasiliano”. La speculazione ha spinto la Consob a scendere in campo, indirizzando agli spagnoli una richiesta di chiarimento arrivata puntuale, oggi.

Ma il terremoto ha comunque smosso nuovamente acque solo momentaneamente quietatesi dopo la turbolenta assemblea degli azionisti dello scorso dicembre. I consiglieri indipendenti di Telecom sottoporranno al cda del 16 gennaio una mozione che, se approvata, imporrà di considerare le offerte sul Brasile, da qualsiasi parte provengano, come operazioni con parti correlate “di maggiori rilevanza”. La proposta trova la condivisione dell’A.d Marco Patuano, che intende mantenere fede all’impegno di migliorare la governance di Telecom, ribadito proprio durante l’assemblea che ha visto la piena riconferma del Board Telecom dopo la richiesta di “sfiducia” portata avanti da Findim. E anche Findim, la finanziaria di Marco Fossati, azionista Telecom con il 5%, dice la sua sull’ipotesi di vendita; Tim Brasil è “un bene non sostituibile, date le caratteristiche economiche e sociali del mercato brasiliano, e sostanziale per l’attività di Telecom Italia. Pertanto qualsivoglia ipotesi di vendita dovrà essere approfondita e presa in esame dall’attuale Cda con il pieno coinvolgimento degli azionisti di minoranza e con conseguente ratifica assembleare“.  “Il valore economico della società Tim Brasil – ribadisce Findim – non è pari al suo attuale valore di Borsa più premio, ma l’eventuale offerta di acquisto dovrà tenere conto delle potenzialità di crescita della società e del mercato brasiliano, delle sinergie industriali e dell’ottimizzazione del mercato con l’eliminazione di un concorrente strategico”, conclude.

La cessione, ipotesi già emersa nei mesi scorsi e più volte smentita anche dall’Ad Marco Patuano, sarebbe vitale per Telefonica, soprattutto dopo che il Cade, l’Antitrust brasiliano, ha contestato l’accordo che porterà l’intero 22,4% di Telco sotto le insegne di Cesar Alierta. Senza la cessione di Tim Brasil, Telefonica si troverebbe di fronte alla sgradita alternativa di recedere dall’accordo con Telco o di vendere la metà della sua controllata carioca Vivo.

In riferimento alle notizie su possibile vendita di Tim Brasil si è pronunciato, con una lettera a Governo e parlamentari delle due Camere, anche l’ufficio studi dell’associazione dei piccoli azionisti di Telecom (Asati) che “ha effettuato uno studio che dimostrerebbe che anche una vendita con una valutazione di 15 miliardi di euro sarebbe estremamente dannosa dal momento che la società verrebbe privata di un importante mercato in forte crescita”.

 

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