Energy & Tech

l semaforo e il pizzardone

smart city

C’è un incrocio pedonale, come ce ne saranno tanti altri in Italia e nel mondo, in cui ogni mattina tra le 7.30 e le 9.00 un manipolo di audaci vigili urbani danno indicazioni alle auto per non arrestarsi al canonico rosso se non quando un consistente numero di pedoni ha effettivamente necessità di attraversare. Questo accade perché l’incrocio in questione è posto in un area di snodo a traffico intenso, come si usa dire dalla informazione specializzata, e seguire i normali tempi dati dal semaforo pedonale arrecherebbe danni consistenti alla calma pubblica. D’altro canto l’attraversamento è proprio vicino ad alcune fermate di autobus, quindi non è possibile per l’ordine pubblico pensare di spengere il semaforo nelle ore congestionate, in quanto aumenterebbe il rischio di attraversabilità per i pedoni. Risultato: pizzardoni intirizziti come tanti omini ‘Michelin’ che con contegno mandano segnali tremolanti ad un tesissimo parterre di automobilisti, comque insoddisfatti del nobile e faticoso lavoro.

smart cityConsiderato che siamo al ridosso delle festività natalizie mi piacerebbe immaginare, un po’ sulla falsariga della piccola fiammiferaia ma con un lieto, anche se forse molto lontano, fine una favola.

Immaginiamoci una città, ma anche solo un quartiere, dotato di reti intelligenti, con una infrastruttura semaforica telecontrollata (controllata a distanza da un cervello elettronico, e quando serve, da un operatore umano). Sensori posti sopra i semafori –rigorosamente al led così da essere ancora più efficienti- trasmettono lo stato del traffico dell’area e in base ai flussi di autovetture ed alle chiamate pedonali, regolano in tempo reale la durata dei semafori. Magari anche con un sistema di video sorveglianza per vigilare sul rispetto dell’ordine. Possiamo spingerci oltre e pensare che in aggiunta ai semafori sia telecontrollata l’illuminazione dell’area, grazie agli stessi sensori che inviano segnali a più infrastrutture di gestione e, proprio perché il Natale si avvicina, avremo anche la rilevazione dell’inquinamento che ci permetterà di gestire in modo bilanciato i varchi della zona aprendo e chiudendo in base alle soglie di degenerazione dell’aria. Ovviamente gli automobilisti saranno avvisati personalmente sia dei segnali del traffico che degli aggiornamenti in ambito di percorrenza stradale, grazie alle loro App nelle autovetture. In tutto ciò il pizzardone è comodamente seduto nel gabbiotto posto lungo i tratti principali o strategici della rete stradale, sta al calduccio ed ha al suo fianco un mezzo, elettrico probabilmente che nel centro città è meno rumoroso, e supervisiona contemporaneamente un intero quartiere. Pronto ad agire se dovesse servire il suo apporto.

Insomma una città smart, che già oggi sarebbe possibile implementare e che auguro a tutti noi tra i prossimi regali di Natale.

Agnese Cecchini

Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio).
Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e… buona cucina. Attualmente è il direttore editoriale di Gruppo Italia Energia.

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