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Apple nel mirino del fisco italiano: sospetta evasione di 1 miliardo di euro

Apple

è finita nel mirino della Procura di Milano per una presunta frode fiscale per un imponibile non dichiarato di oltre un miliardo di euro. Il meccanismo fraudolento su cui stanno indagando la giustizia italiana parte da una costruzione societaria simile a quella di tanti colossi dell’informatica, con la testa negli Usa e basi in diversi Paesi d’Europa: una società di servizi in Italia, che dichiara pochi redditi, e una società commerciale in Irlanda, che si prende in carico gli “elementi attivi” vista la tassazione più favorevole. Secondo l’accusa, infatti, i profitti realizzati in Italia da sarebbero stati messi in conto alla società di diritto irlandese Sales International.

Così facendo, sempre secondo i pm, Apple Italia non avrebbe dichiarato al Fisco italiano un imponibile di circa 206 milioni di euro nel 2010 e di oltre 850 milioni di euro nel 2011 per un totale di oltre un miliardo. Gli inquirenti ora stanno cercando di conteggiare l’esatto ammontare della presunta imposta evasa su quell’imponibile, ma avrebbero già individuato lo schema organizzativo della presunta frode, che sarebbe state messa in atto con false scritture contabili. Da qui le contestazioni ai due manager e le perquisizioni.

Già la scorsa estate, tra l’altro, era stato calcolato che Apple – finita anche sotto accusa negli Usa per le sue aggressive politiche fiscali – nel 2012 aveva versato in allo Stato italiano 3 milioni di euro, cifra irrisoria se paragonata ai 41,7 miliardi di dollari di profitti realizzati nello stesso anno a livello globale. In linea, comunque, con altri giganti come Google, Amazon e Facebook, tanto che in Italia, ma anche in altri Paesi europei, si sta discutendo ormai da tempo di web tax, ossia di introdurre norme per far pagare ai grandi gruppi dell’informatica le tasse per ciò che guadagnano sul mercato italiano (o di altri Paesi che non siano l’Irlanda e gli Usa).

 Secca la reazione di Cupertino “Apple paga ogni dollaro ed euro delle tasse dovute ed è continuamente oggetto di controlli fiscali da parte di governi di tutto il mondo. Le autorità fiscali italiane hanno già sottoposto Apple Italia ad audit nel 2007, 2008 e 2009 e hanno confermato la piena conformità dell’ azienda ai requisiti di documentazione e trasparenza OCSE. Siamo certi che l’accertamento in corso giungerà alla stessa conclusione” replica  Josh Rosenstock, direttore delle comunicazioni in Europa dell’azienda di Cupertino. (ANSA).

Non è la prima volta che uno dei grandi gruppi mondiali dell’high tech finisce nell’occhio del ciclone del fisco italiano ed europeo. L’anno scorso è toccato ad Amazon e Google finire sotto la lente di ingrandimento dell’Inghilterra e il colosso della ricerca è stato oggetto di indagini anche del fisco del Belpaese. 

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