Legal & Digital Rights

Datagate: Apple diffonde report sulle richieste dei Governi

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Dopo Google, Microsoft e altri colossi della Silicon Valley anche pubblica un chiarimento in merito alle richieste dei governi mondiali riguardanti il Datagate. L’azienda di Cupertino ha condiviso sul suo sito un documento e una tabella in cui vengono enumerate le richieste governative mondiali e il dettaglio sulle risposte e sui dati forniti, paese per paese, specificando che ha condiviso solo le informazioni legalmente autorizzate a diffondere.

Per quanto riguarda gli Stati Uniti le richieste di informazioni del governo sono contenute in un range che va da mille a duemila, mentre da duemila a tremila quelle sui singoli account. Per l’Italia, il numero di richieste è stato di 60 per un totale di 76 account; a 18 delle richieste Apple ha risposto, mentre in 34 casi ha rifiutato, rispondendo in totale al 37% delle richieste italiane. “Diversamente da altre aziende che hanno gestito le richieste dei governi sui loro clienti, il business principale di Apple non è quello di raccogliere informazioni“, scrive la società, lanciando così una frecciatina ai suoi concorrenti come Google e Facebook. “Crediamo – spiega Cupertino nell’incipit del documento – che in nostri clienti abbiano il diritto di capire come vengono mantenute le proprie informazioni, e consideriamo nostra responsabilità quella fornire loro la migliore protezione della possibile”.

I dati pubblicati si riferiscono alle richieste ricevute in un periodo che va dal 1 gennaio al 30 giugno 2013. L’azienda ha suddiviso le richieste in due categorie: quella relativa agli account degli utenti, che contengono informazioni personali, e quelle sui dispostivi, che emergono in caso di smarrimento o furto di iPhone e iPad.

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