Slow Economy, Slow Tech

La Révolution Free

Free

Torniamo in Francia a trovare , l’operatore alternativo no frills, ma con tutte le cose a posto. Lasciamo perdere, per ora, gli scompensi generati dal suo ingresso anche nella telefonia mobile e soffermiamoci sul primo amore, vale a dire l’offerta integrata Voce, Internet e Televisione (Triple Play).
Il nuovo slogan “la libertà non ha prezzo” riassume bene la value proposition aziendale. Molte conferme e qualche novità.

Numeri. Oltre 5,5 milioni di clienti broadband a metà 2013 (solo in Francia), fatturato semestrale a 1,8 miliardi di euro, un EBITDA margin al 40% (incluse le nuove attività nel mobile), che fa impallidire molti operatori, così come una crescita del 9% anche nei servizi di rete fissa. Investimenti congiunti con l’operatore storico Orange per la rete FTTH (fibra fino a casa), ma anche lancio dei servizi FTTC (quelli su cui stanno puntando Telecom Italia e Fastweb in Italia). Rapporto investimenti/ricavi al 24% (tra i più alti del mercato) e leverage sotto 1x (tra i più bassi… era a 1,8 nel 2008).

Servizi. Con l’avvento della banda larga (FTTH) la velocità del collegamento a Internet arriva oggi fino a 1Gbps nelle zone di copertura (e 200 Mbps in upload), il traffico telefonico è incluso (compreso il mobile e 108 direttrici estere), aumentano i canali TV (457 nelle varie opzioni TV, di cui 180 nell’opzione a 1,99 euro/mese), Console di videogiochi, GamePad e lettore da 250GB incluso, navigazione web da TV ovviamente inclusa e ottimizzata, telecomando giroscopico e altro ancora (funzionalità videoregistratore, video on demand, WiFi, indirizzo IP fisso, Femtocella, etc…). Cosa volere di più? Di tutto, di più.

Modello. Free è diventata famosa per la proposizione “tutti i servizi a un solo prezzo”, i fatidici 29,90 euro/mese. In linea di principio rimane tutto vero (se andate sul sito, il prezzo lo trovate nelle note in una tabellina…), al netto della scoperta che, anche in Francia, il salto quantico verso la fibra richiede qualche risorsa aggiuntiva, per cui è stato violato il tabu e per i servizi fibra vengono, di fatto, chiesti euro/mese in più, ai quali si aggiungono alcune piccole integrazione per le opzioni TV e altro (in realtà il prezzo è più alto nelle zone senza unbundling). In sintesi, i ricavi medi mensili sono pari a 35,9 euro/mese (superiori a 38 euro nel caso dei servizi più evoluti). Il gioco vale naturalmente la candela…

Francia-Italia. Come abbiamo già ricordato in passato, la finestra per l’affermazione in Italia di un soggetto “à la Free” è ormai svanita e, del resto, il modello Triple Play o Quadruple Play con la televisione da noi non è riuscito a prendere piede, nonostante i tentativi di Fastweb e, successivamente, di Telecom Italia. Il rammarico è che, probabilmente, si poteva fare.

Auguriamoci almeno l’accelerazione della diffusione di una qualche forma di servizi a banda ultra larga anche in Italia…

Cristoforo Morandini

Cristoforo Morandini

Cristoforo Morandini lavora da oltre 20 anni nel settore dell’ICT, analista per professione, studia le trasformazioni digitali per passione. Laureato in Discipline Economiche e Sociali, dopo un’esperienza accademica entra nella consulenza marketing e strategica, prima nel settore informatico e successivamente nelle telecomunicazioni. Ha creato e dirige l’Osservatorio Banda Larga, che dal 2000 analizza gli scenari regolamentari, tecnologici e di mercato alla base della convergenza multimediale. Advisor in operazioni di
M&A.

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