Legal & Digital Rights

Datagate: giganti del web passano all’attacco contro Nsa

Dalla difesa, i giganti del web sono passati all’attacco. Sulla scia di nuove rivelazioni che rischiano di minare ulteriormente la fiducia dei loro utenti, chiedono apertamente  una riforma che imponga restrizioni alle agenzie di intelligence Usa. Sei grandi compagnie – Facebook, Google, Apple, Yahoo!, Microsoft e AOL – hanno scritto una lettera congiunta ai leader del Senato in cui affermano che “la trasparenza è il primo passo per un dibattito pubblico informato, ma è chiaro che c’è ancora molto da fare” su questo piano. E poi: “Le nostre aziende ritengono che le pratiche di sorveglianza dovrebbero essere riformate, affinchè includano sostanziali rafforzamenti alla protezione della privacy e appropriate supervisioni e meccanismi di responsabilità per i relativi programmi“.

Nel testo, riferisce il Washington Post, si lodano inoltre gli sponsor di un disegno di legge che metterebbe fine alla raccolta a tappeto dei dati telefonici di milioni di americani e creerebbe la figura di un difensore della privacy all’interno del tribunale che supervisiona le attività della . Una iniziativa che certamente trova il sostegno anche del gigante delle comunicazioni AT&T, che da quando è venuta alla luce la sua collaborazione con la nella raccolta dei tabulati telefonici ha subito notevoli contraccolpi sulle sue mire di espansione. Come scrive oggi il Wall Street Journal, funzionari europei e tedeschi hanno affermato che ogni tentativo di AT&T di acquisire un operatore di telefonia cellulare dovrebbe passare attraverso una particolarmente attenta valutazione. Ma oltre al piano politico, i grandi di internet si muovono anche su quello tecnologico, rafforzando le protezioni anti-intrusione nei loro server.

Google, Facebook e Yahoo! hanno già fatto sapere che stanno rafforzando i loro sistemi di criptatura, così come Twitter sta sviluppando una serie di misure di sicurezza per proteggere in particolare i messaggi privati dei suoi utenti. Tuttavia, come nota il New York Times, anche se adottano misure a vario livello contro la raccolta di informazioni personali da parte del governo, il loro business si basa comunque in gran parte proprio sulla raccolta di informazioni personali, per poter poi rivendere pubblicità personalizzate, e pertanto rimarranno sempre un obiettivo troppo appetitoso per le agenzie di intelligence.

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