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Google+ introduce gli URL personalizzati

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Più di un anno fa Google aveva introdotto gli URL personalizzati per alcune pagine e profili verificati, sfortunatamente la verifica di un account era un processo arbitrario deciso da stessa e difficilmente influenzabile.

Sostanzialmente, se un URL canonico su Google+ è composto da una serie numerica pittosto lunga e difficile da memorizzare (come ad esempio https://plus.google.com/u/0/113856368361685046871), gli URL personalizzati riprendono il nome dell’utente o della pagina come https://plus.google.com/+AndreaRivis/ o, ancora più semplicemente, https://google.me/+AndreaRivis.

Finalmente, in conclusione all’hangout del 29 ottobre in cui Vic Gundotra ha presentato alcune nuove caratteristiche di Google+, Hangouts e Google+ Foto, Otavio Silvia ha reso nota la disponibilità dei custom URL per tutti.

Affinchè un account risulti idoneo agli URL personalizzati deve avere 10 o più follower, esistere da almeno 30 giorni e avere una foto impostata. In aggiunta a questi requisiti, le pagine devono avere anche un indirizzo web confermato.

E’ una feature che gli utenti di Google+ aspettavano sicuramente da molto tempo e che arriva comunque con qualche critica. Nei termini di utilizzo degli URL personalizzati di Google+ è infatti specificato che “Google si riserva il diritto di revocare qualsiasi URL personalizzato e di rimuoverlo per qualsiasi motivo e senza preavviso” e ancora “Gli URL personalizzati al momento sono gratuiti, ma in futuro potrebbero diventare a pagamento. Tuttavia, prima dell’eventuale addebito sarà premura di Google avvisare gli utenti, dando loro la facoltà di interrompere la partecipazione al programma”.

Non è la prima volta che Google inserisce clausole del genere nei suoi TOS, e la notizia non ha fatto impazzire gli utenti Google+.

Una curiosità riguarda la possibilità di scelta del testo utilizzabile nell’URL per pagine e profili. La sintassi per i profili è sempre NomeCognome, si possono cambiare solo maiuscole e minuscole ed eventualmente i caratteri accentati, in caso di omonimi vi verrà chiesto di aggiungere dei numeri al vostro nuovo URL. Nel caso di pagine la sintassi equivale a nomedominioTld o NomesottodominioNomedominioTld, fanno un’unica eccezione i domini.com che risultano solo come Nomedominio.

Bisogna comunque ricordare che questi nuovi URL sono ancora soggetti a test e cambiamenti da parte di Google e vi sconsigliamo di utilizzarli per collegare i contenuti che pubblicate online al vostro account Google+ attraverso l’authorship.

Dopo alcuni giorni di prove, abbiamo verificato che se si carica il vecchio URL i server di Google risponderanno con un redirect (302: Temporary redirect) al nuovo URL restituendoci uno status 200 (200: HTTP/1.1 200 OK). Sebbene ci siano ancora alcuni interrogativi sul perché dell’utilizzo di un temporary redirect, vi consigliamo di collegare i contenuti che pubblicate online al vostro account Google+ attraverso l’authorship con il nuovo URL personalizzato.

Andrea Rivis

Vive tenendo presente il motto, se è smontabile allora bisogna vedere com’è fatto dentro, cosa che da piccolo l’ha portato – con somma gioia dei propri genitori – a mandare in cortocircuito parecchi elettrodomestici! Crescendo ha spostato la sua curiosità al mondo digitale dove cerca di mettere in pratica quello che ha imparato in questi anni.

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