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Quando il Comune perde la bussola

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Ogni mattina, in Italia, un sindaco, un assessore, un presidente ma anche un dirigente si sveglia e sa di dover dimostrare al cittadino che la sua è l’Amministrazione più trasparente che c’è. Ogni mattina, in Italia, un cittadino si sveglia e sa di potersi fidare più di un’Amministrazione trasparente piuttosto che di una che per non comunicare il suo operato disattende pure le norme sulla . Quando il sole sorge, non è importante che tu sia un amministratore o un cittadino. L’importante è che tu sia chiaro e trasparente. Come chiari e trasparenti non sono gli ormai tanti (troppi) comunicati stampa delle Amministrazioni che inneggiano ad una posizione di testa nella “classifica della trasparenza dei siti web delle PA” che il più delle volte non corrisponde ad un effettivo adempimento, quanto alla indolore pubblicazione delle sole voci previste dal Decreto 33.

bussolaFacciamo un esempio per chiarire le idee. Mettiamo che un cittadino del Comune di Pufflandia ritrovi la bussola e decida pure di farsi indicare la strada giusta per verificare quanto il suo sindaco Grande Puffo rispetti i suoi pomposi proclami sul “fungo di vetro”. Collegandosi e ricercando il suo comune, vedrà che questo effettivamente è tra i primi in classifica, avendo un 100% di indicatori soddisfatti. Mettiamo pure che il cittadino Puffo Puntiglioso decida di approfondire ancora e andare a spulciare su Verifica e Valuta Sito dove, aprendo la pagina, i singoli indicatori compaiono con tanto di faccetta sorridente verde e un bel pollice stile Mi piace, anch’esso verde. Verde per verde il Puffo, se non si chiamasse Puntiglioso, si fiderebbe del titolo a quattro colonne “Pufflandia tra i Comuni più trasparenti del globo”. Ma siccome di cognome fa Puntiglioso decide di andare addirittura ad aprire il sito comune.pufflandia.pf.it, cliccare su Amministrazione Trasparente, vedere con soddisfazione tutto l’elenco di voci così come scritte nel decreto e…aprirne una perché quella voce sugli “Incarichi amministrativi di vertice” vuol vedere cosa contiene. Sorpresa delle sorprese: al clic trova la scritta “Pagina in costruzione. Stiamo lavorando per voi”. Non si scoraggia Puffo Puntiglioso, torna indietro e clicca un’altra voce, poi un’altra e un’altra ancora (sono 65, ce n’è di clic da fare!) ma su molte (casualmente le più interessanti) trova sempre la stessa scritta. E s’arrabbia. S’arrabbia parecchio perché si sente preso in giro e pensa che quelli che di cognome non fanno Puntiglioso questa cosa non la sapranno mai. Alla faccia della trasparenza e di chi la sbandiera.

Morale: la bussola dovrebbe essere uno strumento di lavoro per le PA. Tanto che, si legge nel sito, l’obiettivo è “accompagnare le amministrazioni, anche attraverso il coinvolgimento diretto dei cittadini, nel miglioramento continuo della qualità delle informazioni on-line e dei servizi digitali”. La classifica della “mejo PA”, dove a un verde sorridente non necessariamente corrisponde una reale situazione di idillio, rischia di far vacillare l’ago della bussola. E’ proprio il caso di dire che un uso improprio dello strumento può provocare effetti indesiderati.

Sonia Montegiove

Sonia Montegiove

Responsabile editoriale di Tech Economy.
Presidente dell’Associazione LibreItalia, è analista programmatore e formatore. È giornalista per passione ed è entrata a far parte della redazione di Girl Geek Life , convinta che le donne possano essere avvicinate alle nuove tecnologie scrivendo in modo chiaro e selezionando le notizie nel modo giusto.

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