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#italiandigitalagendaforum: verso il “digital compact” europeo

Enrico Letta Confindustria Digitale

Si è svolta ieri la II edizione dell’Italian Digital Agenda Annual Forum tenutasi ieri a Roma, promossa da . Un evento che ha toccato i punti chiave dello sviluppo digitale italiano ed europeo, sottolineandone le  potenzialità ma allo stesso tempo le criticità.

Un’edizione durante la quale si è percepita una forte consapevolezza progettuale e obiettività nell’affrontare le criticità del sistema-paese. Nei quattro panel del Forum si sono affrontate le dinamiche e le problematiche connesse al futuro delle reti e delle infrastrutture, dell’ecosistema legato all’innovazione e alle start up; e in fine, come oggi e in futuro la Pubblica Amministrazione e l’impresa potranno cambiare in meglio grazie alla forza del digitale.

Primo obiettivo: giungere ad un “Digital Compact” europeo

È  emersa chiaramente una richiesta alle istituzioni europee, quasi un appello, a giungere rapidamente ad un “digital compact“: ovvero una risposta normativa unica per il mercato europeo del digitale e dell’ICT con l’obiettivo di favorire la crescita, e facendo da contrappeso a quel forte vincolo per le finanze pubbliche che è il “fiscal compact“. Politiche del rigore “he certo non hanno favorito la crescita dell’economia – come ha sottolineato nel suo intervento il Presidente di Confindustria Digitale , aggiungendo che – è giunto il momento di dare segnali positivi e di speranza ai cittadini“.

Una richiesta motivata innanzitutto alla luce dei dati sull’attuale performance dei mercati europei, infatti, pur essendo l’Italia in netto ritardo sulla maggior parte delle nuove frontiere del digitale rispetto al resto d’Europa; è anche vero che dal 2010 (anno in cui l’Europa si è dotata di un’Agenda Digitale) ad oggi, il mercato ICT europeo è calato del 2%, mentre quello nordamericano è cresciuto del 6% e quello asiatico addirittura tassi di crescita a due cifre (+14%).

Kroes: L’Italia digitale tornerà a far crescere l’economia

Il Commissario Europeo per l’Agenda Digitale Neelie Kroes, durante il suo intervento di ieri al Forum,  ha rilevato come l’Italia presenti oggi numerose criticità. “Attualmente – ha ricordato la Kroes – solo il 14% delle case degli italiani è coperta dalla fibra ottica”, un quarto della media europea. Ponendo così “l’Italia all’ultimo posto tra i paesi europei“, oltre al fatto che “il 37% degli italiani adulti non ha mai usato internet“.

Dati sui quali la Commissaria europea ha invitato a riflettere, tenendo conto del fatto che internet “crea cinque posti di lavoro ogni due persi – ed ha aggiunto – presto il 90% dei lavori richiederà competenze digitali”. Secondo la Kroes l’Italia deve, dunque, prendere molto sul serio la svolta digitale per crescere economicamente; perché dai dati europei emerge chiaramente che ogni 10% in più di reti a banda larga, portano ad una crescita potenziale di un +1,5% di Pil. Ed a livello occupazionale, ha ricordato il Commissario Kroes che in Europa negli ultimi 3 anni sono stati creati 700mila posti di lavoro legati allo sviluppo e commercializzazione di applicazioni digitali.

Le opportunità offerte dal digitale: priorità e prospettive per l’Italia

Durante gli interventi introduttivi e i panel del Forum è emersa innanzitutto una sintonia con l’indirizzo complessivo di Confindustria, che guarda oggi all’innovazione attraverso quattro direttrici: la semplificazione della Pubblica Amministrazione, la sanità digitale, il turismo ed il manifatturiero (quest’ultimo oramai sempre più orientato verso il cosiddetto “Internet of things”).

Per quanto riguarda il mondo delle imprese e del manifatturiero in generale, come ha sottolineato lo stesso Parisi “oggi è importante per il rilancio delle PMI offrir loro soluzioni sul fronte del digitale e dell’ICT che siano flessibili, cioè che le aiutino nell’individuare nuove opportunità di produzione e di investimento“. Andando a così a colmare una delle principali criticità emerse dai panel dedicati alle imprese, e cioè quella di una scarsa disponibilità di capitali (a maggior ragione con la contrazione legata alla crisi) che costringe le PMI a reinvestire quel poco di cui dispongono soltanto nel proprio core business.

Altrettanto chiari sono stati gli interventi riguardanti la Pubblica Amministrazione, dove si ritiene di dover insistere soprattutto su due fronti: la digitalizzazione delle spese della PA e l’uso dei dati digitali dei cittadini per migliorare i servizi e la performance delle amministrazioni locali. Da un lato, infatti, si sta lavorando alle pratiche attuative per la fatturazione digitale delle spese della PA, dall’altro si punta ad accelerare la realizzazione dell’Anagrafe Nazionale digitale della popolazione residente entro il 2015. Infatti, come ha provocatoriamente sottolineato nel suo intervento anche il Commissario per l’Attuazione dell’Agenda Digitale italiana, Francesco Caio: “senza una fatturazione digitale delle spese della Pubblica Amministrazione, come è possibile attuare una spending review? – ed ha aggiunto – al giorno d’oggi è immorale gestire ancora i soldi pubblici con le scartoffie“.

Sempre nell’ambito del pubblico, è emerso il ruolo decisivo che possono avere gli Open Data ed i Big Data nell’offrire informazioni alle PMI per sviluppare i propri business; un vasto orizzonte di informazioni che aiuterebbe a colmare molti limiti anche sul fronte di ricerca e sviluppo. Inoltre, può essere inserita sul fronte pubblico, anche la proposta di valutare la performance di alcuni poli universitari pubblici in base al contributo che danno allo sviluppo di nuove start up; avanzata da Andrea Rangone, Responsabile dell’Osservatorio Startup del Politecnico di Milano.

L’intervento del Premier

Il Presidente del Consiglio Enrico Letta, nel suo intervento finale, ha dichiarato: “Se il Consiglio Europeo che si terrà tra pochi giorni, si concluderà con le solite dichiarazioni d’intento prive di efficacia, sarà la morte dell’Agenda Digitale; poiché avranno vinto una serie di poteri costituiti e rendite di posizione che non vogliono far crescere e guardare al futuro l’Europa“. Un messaggio che fa, dunque, proprio l’appello al digital compact richiesto da Confindustria Digitale.

Letta ha aggiunto anche che “la vera riforma dello stato passa per l’applicazione dell’Agenda digitale“, motivando così la decisione del Governo d’impegnarsi  nell’attuazione dell’Agenda Digitale attraverso la nomina del Commissario Francesco Caio; ma ha anche aggiunto che spronare questa attività “fa parte di un lavoro in cui Confindustria ha un ruolo importante“. Ed ha anche sottolineato l’esigenza del sostegno dei privati, accanto a quello pubblico, nel colmare la distanza tra l’Italia e l’Europa in questo settore.

La triade per il futuro delle imprese – ha aggiunto Letta – è innovazione, digitalizzazione e internazionalizzazione perché si vince se si sta sul mercato globale“. Una sfida nella quale ora le imprese si attendono anche un intervento concreto da parte del Governo, tenendo conto del fatto che secondo le stime, con 300 milioni di investimento pubblico è possibile raggiungere fino a 3 miliardi di euro di crescita (equivalenti al +0.2% del Pil). Un dato che supporta quanto detto dal Presidente di Confindustria Digitale Stefano Parisi nelle sue conclusioni: “la digitalizzazione del Paese vale quanto dieci leggi di stabilità“.

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