ICT & Telco

Agenda digitale: in Ue raggiunto obiettivo 100% banda larga “di base”

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È stato raggiunto con due mesi d’anticipo l’obiettivo di dotare tutti i cittadini europei dell’accesso alla banda larga di base, grazie alla copertura satellitare ora disponibile in tutti i 28 stati membri dell’Unione europea. Lo ha annunciato la commissaria all’ , sottolineando però che il prossimo obiettivo, su cui l’Europa è ancora decisamente indietro, è la banda larga ultra veloce per tutti.

A fine 2012, era assicurata la copertura del 99,4% dei cittadini europei, mancando all’appello circa 3 milioni di persone residenti principalmente nelle aree rurali o isolate. Ora anche questo gap è stato colmato grazie alla tecnologia satellitare disponibile sul 100% del territorio europeo. Per avere una connessione a banda larga, infatti, oltre alle opzioni più note del mobile (2G, 3G, 4G, che coprono il 99,4% della popolazione Ue) e fisse (adsl, vdsl, cavo, fibra, rame, che coprono il 96,1%), ci sono ora 148 satelliti operativi e fornitori d’accesso in ogni stato membro dell’Ue. Essendo una modalità poco diffusa, la Kroes ha lanciato anche un sito internet Ue a natura non commerciale, www.broadbandforall.eu, creato da ESOA, l’Associazione degli Operatori Satellitari Europei, accessibile in tutte le lingue ufficiali dell’Unione e dove per ogni paese sono indicate le imprese che forniscono abbonamenti a internet via satellite.

Bruxelles fa notare che un pacchetto internet di base in Ue parte da un costo di 10 euro al mese con altri a 25 euro per 20 Mbps, con un prezzo medio per un’antenna satellitare di 350 euro, inferiore al costo di uno smartphone ultima generazione, il cui costo può scendere se viene sottoscritto un abbonamento premium. “L’Ue è tecnologicamente neutrale – ha precisato la Kroes – ma per coloro che vivono nelle aree più isolate il satellite è una buona opzione per stare connessi, ed è verosimile che continuerà a rimanere così”. 

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3 Comments

  1. bartolo

    19/10/2013 alle 16:08

    notizia interessante.

  2. bartolo

    19/10/2013 alle 16:08

    molto interessante l’argomento.

  3. Pingback: Neelie Kroes: "Il digital divide è morto". Evviva il digital divide | Tech Economy

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