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Akamai, velocità di connessione: segnali positivi dall’Italia

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In linea con l’Europa, anche l’Italia registra  incrementi anno su anno per quanto riguarda la velocità di .

Nel secondo trimestre 2013, infatti, la velocità media di connessione globale in Europa è aumentata del 5.2% rispetto ai primi tre mesi dell’anno, attestandosi a 3.3 Mbps. Questa crescita ha interessato in modo particolare l’Europa: Gran Bretagna, Belgio, Irlanda, Spagna, Francia e persino l’Italia hanno registrato un aumento superiore al 10% della loro velocità di connessione rispetto al trimestre precedente. Le uniche due nazioni europee ad aver registrato una velocità di connessione media superiore ai 10 Mbps sono la Svizzera, che domina la classifica alla velocità di 11 Mbps (in crescita del 9.1% rispetto al trimestre precedente) e i Paesi Bassi (10.1 Mbps, a +6.2%). Esaminando, poi, i cambiamenti anno su anno, i risultati migliori sono quelli conseguiti da Gran Bretagna (+48%, arrivando a 8.4 Mbps) e Svezia (+44%, 8.9 Mbps).

A dichiararlo sono i nuovi dati rilasciati da Akamai Technologies, che prendono in esame, oltre alla velocità di connessione, anche la penetrazione Internet, l’origine degli attacchi informatici, l’utilizzo di reti high broadband e la connettività mobile.

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Rimanendo ancora su dati relativi alla velocità di connessione, si può affermare che in generale, l’alto tasso di crescita del picco medio della velocità di connessione è indice di un progressivo miglioramento della qualità delle connessioni internet e della disponibilità di servizi ad alta velocità in Europa.

Un focus sul’Italia rivela che la velocità media di connessione nel secondo trimestre 2013 si attesta sui 4.9 Mbps, più veloce dell’11% rispetto al trimestre precedente e del 23% rispetto allo stesso periodo lo scorso anno. Il picco medio di velocità di connessione raggiunto nel nostro Paese è pari a 23.3 Mbps, maggiore del 5.6% rispetto al trimestre precedente e del 34% rispetto allo scorso anno. Sebbene si tratti ancora del picco più basso di tutta Europa, i numeri lasciano ben sperare.

Il rapporto prende in considerazione anche la penetrazione globale di Internet e il risultato è che tra le nazioni europee presenti nella Top 10 dei Paesi con il maggior numero di indirizzi connessi ci sono l’Italia (+12% rispetto all’anno precedente, al nono posto nella classifica globale con oltre 20 milioni di indirizzi), Francia (+3.8%, in settima posizione), Gran Bretagna (+9.6%, in sesta posizione) e Germania (+5.3%, in quarta posizione).  

Per quanto riguarda gli attacchi informatici, dal rapporto emerge come la percentuale di attacchi originati in Europa sia diminuita del 9%. Nello specifico, nel secondo trimestre 2013, l’Indonesia ha sorpassato la Cina diventando così la principale fonte di attacchi, ossia, del 38% di quelli osservati (quasi il doppio rispetto al trimestre precedente). La Cina passa dunque in seconda posizione, responsabile del 33% delle minacce osservate, seguita dagli Stati Uniti. Insieme, Indonesia e Cina hanno originato più della metà del traffico legato agli attacchi a livello mondiale. In questo trimestre, l’Europa è stata responsabile di poco più del 10% degli attacchi informatici, scendendo di 9 punti percentuale rispetto al trimestre precedente. L’Italia ha generato solo lo 0.5% degli attacchi osservati.

In tutta Europa si registra un aumento dell’high broadband, ovvero la connessione superiore ai 10 Mbps. La Svizzera guida la classifica europea con il 37% di connessioni high broadband, seguita dai Paesi Bassi al 31% e dalla Repubblica Ceca (27%). Importanti incrementi si sono verificati in vari Paesi europei, tra cui Gran Bretagna (+200%) e Irlanda (+93%), mentre Repubblica Ceca, Belgio, Svezia, Germania, Polonia, Spagna e Francia hanno visto aumentare il tasso di adozione del 70% o più rispetto allo stesso periodo nel 2012.

Secondo l’analisi, l’adozione di high broadband è aumentata anche in Italia (+16% rispetto allo scorso trimestre,): ad oggi, il 3.7% degli italiani utilizza connessioni al di sopra dei 10 Mbps, in crescita del 40% rispetto allo stesso periodo lo scorso anno. L’adozione della banda larga è aumentata del 88% rispetto allo scorso anno e del 37% rispetto al primo trimestre 2013, stabilizzandosi al 52%.  Abbiamo dunque superato la soglia del 50%, lasciandoci alle spalle la solita Turchia e, addirittura, la Norvegia, dove le connessioni broadband si sono stabilizzate al 49%.

Per quanto riguarda, infine, la connettività mobile, il rapporto dimostra come il traffico di dati sia aumentato del 14% rispetto allo scorso trimestre. Il secondo trimestre 2013 ha registrato una velocità media di connessione mobile tra i 9.7 Mbps e gli 0.5 Mbps. Undici operatori hanno registrato velocità di connessione da banda larga (superiori, cioè, a 4 Mbps), mentre 62 operatori una velocità media superiore a 1 Mbps. Il provider che ha offerto la velocità di connessione maggiore si trova in Repubblica Ceca, con 6.4 Mbps, mentre è un greco ad aver raggiunto il picco medio di velocità di connessione, pari a 54.9 Mbps.

In Italia, invece, esiste un divario di 1.4 Mbps tra il provider che offre la velocità di connessione mobile media maggiore (4.1 Mbps) e quello che offre la velocità media minore (2.7 Mbps). Le velocità di connessione massime offerte dagli operatori italiani vanno dai 28.5  Mbps ai 18.9 Mbps.

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