Market & Business

Privacy: negli smartphone i dati più desiderati dagli advertiser

Pubblicità sempre più mirate attraverso la vendita dei "segreti" degli utenti smartphone

Gli smartphone conoscono tutti i segreti dei proprietari. “Sanno” dove la gente va, che cosa cerca, cosa compra e cosa fa per divertirsi. Società pubblicitarie e i colossi dell’high tech, come Facebook e Google, sono a caccia di nuove strade per “seguire i e raggiungerli con super mirate”. Una delle novità è che lo stanno facendo senza cookie, senza quelle piccole stringhe di codice che permettono di seguire gli utenti su Internet. Questo perché i cookie non funzionano su dispositivi mobili. Una tendenza – riporta il New York Times – che si è tradotta nel boom di società specializzate in “seguire” gli smartphone e i loro proprietari, per poi venderne i dati, sollevando timori per la .

Secondo i critici, infatti, i consumatori non realizzano quante informazioni private sono contenute nei loro cellulari e quanto sono vulnerabili scaricando applicazioni o semplicemente vivendo la loro vita quotidiana con uno smartphone in tasca. I cookie, i codici che seguono chiunque online, sono ormai datati perchè tagliano fuori i cellulari.

Stanno nascendo, quindi, società ad hoc: una di queste è , fondata da ex scienziati di Google, che è riuscita finora a rintracciare 1,5 milioni di smartphone, vendendo poi le informazioni raccolte alle società pubblicitarie per spot personalizzati. “Stiamo osservando i vostri comportamenti e collegando il tuo profilo per dispositivi mobili“, ha detto Eric Rosenblum, Chief Operating Officer di Drawbridge. “Ma non chiamatelo inseguimento. Tracking è una parola sporca“, ha aggiunto.

Per gli inserzionisti, l’intima conoscenza degli utenti è stata a lungo promessa dai telefoni cellulari, soprattutto da quelli “intelligenti”. Ma solo ora sono numerosi servizi pubblicitari mobili – come Drawbridge, appunto, ma anche Flurry, Velti e SessionM – che monitorano attraverso le app che usiamo le nostre preferenze e i luoghi in dove andiamo. Questo rende sempre più difficile, per gli utenti mobili, poter sfuggire allo sguardo di aziende private, sia che le imprese.

Drawbridge, ad esempio, ha partnership con diversi editori online ed attraversi questi partner, che inviano una notifica ogni volta che un utente visita un sito Web o un’applicazione mobile, valuta l’opportunità di mostrare o meno un annuncio pubblicitario. La società utilizza le notifiche ed elabora dei modelli di comportamento e utilizza modelli statistici per determinare la probabilità che più dispositivi hanno lo stesso proprietario e di assegnare quella persona un identificatore anonimo.

Ad oggi non è vieta la raccolta o la condivisione dei dati da parte di terzi, ma gli utenti cosa ne pensano?

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