Legal & Digital Rights

Almunia: con Google “soluzione concordata è la via migliore”

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La più discussa battaglia per l’antitrust di in Europa sembra si stia avviando a una conclusione, dopo che Bruxelles ha dato una valutazione positiva all’ultima offerta del colosso statunitense circa i risultati derivati dal suo motore di ricerca. Infatti, Joaquín Almunia, capo della divisione antitrust dell’Unione Europea, ha annunciato che ci sono stati dei progressi significativi che suggeriscono importanti passi avanti nella vicenda . L’ultima offerta del colosso del web alla Commissione Europea chiude ogni tipo di scappatoia e aumenta la rilevanza e le informazioni fornite dai link dei servizi rivali. “Le leggi antitrust servono ai consumatori, per migliorare innovazione e scelta, e non per proteggere le aziende. La mia responsabilità in questo caso è di assicurarmi che gli utenti di internet abbiano scelta, in modo da poter decidere tra vari servizi sulla base del loro merito”, ha detto Almunia che aggiunge che una soluzione concordata al caso Google-antitrust Ue resta la “via migliore” e la Commissione “farà partire subito i test di mercato sui nuovi rimedi presentati da Google” in vista di una decisione al massimo entro la primavera 2014.

Visti i miglioramenti, Almunia ha deciso di aprire a “pre-accordi”, affermando, però, che  una decisione finale sarà presa una volta che il motore di ricerca avrà dimostrato di mantenere le sue promesse. I competitor saranno consultati informalmente durante il periodo di preaccordo, e non ci sarà alcun “test di mercato” formale sulla bozza di progetto. Google, ha spiegato, “ha migliorato gli impegni offerti, abbiamo negoziato fino a ieri. E ora lavoreremo insieme per finalizzare gli impegni sui quali poi chiederò l’opinione degli altri partecipanti del mercato e di coloro che hanno fatto ricorso“. Se l’indagine su questa proposta “migliorata” sarà soddisfacente, Almunia prenderà una decisione a primavera, “altrimenti sarò costretto ad avviare una procedura” formale.

Nonostante preaccordi e concessioni supplementari, sembra che un accordo definitivo sarà difficilmente digerito dal gruppo “anti-Google” costituito da organizzazioni di consumatori, gruppi di pressione come FairSearch o i membri dell’iniziativa per un mercato online competitivo organizzata da Microsoft.

Dal canto suo, Google si è mostrata per la prima volta maggiormente arrendevole sulle richieste ordinate dall’UE accettando alcune restrizioni vincolanti sulle modalità di visualizzazione sul proprio sito web. Kent Walker, consigliere generale di Google, ha dichiarato: “Questa è stata un’indagine molto lunga e molto accurata. Dopo le nostre prime proposte, la Commissione Europea ha insistito che ne dessimo di altre e che apportassimo cambiamenti sul modo in cui si visualizzano i risultati sul motore di ricerca.  Nonostante la competizione sul web sia durissima, abbiamo preso la difficile decisione di prendere in considerazione le loro esigenze nell’interesse di una soluzione comune“.

Nella sua offerta Google ha promesso che le restrizioni si applicheranno alle ricerche in qualsiasi forma, a prescindere dal dispositivo – un provvedimento che colma una lacuna fondamentale nella prima bozza di regolamento. Verrà inoltre introdotto un nuovo sistema di aste che permette ai concorrenti di presentare offerte tramite link grazie ad una query di ricerca specifica – una disposizione che secondo Almunia è di vitale importanza per gli operatori di ricerca specializzati. Ai link dei competitor verrà dato più spazio, i loghi potranno essere visualizzati accanto al link e Almunia ha riferito che potrà esserci inoltre un “testo dinamico” per informare meglio gli utenti del contenuto fornito da altre società rivali.

Se Almunia sarà soddisfatto dai dati forniti da Google e i feedback informali dei competitor non presenteranno  seri problemi, allora si provvederà a varare un accordo formale entro la primavera del 2014.

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