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Francesco Caio al TechCrunch spiega perchè investire in Italia

Francesco Caio al TechCrunch di Roma spiega perchè investire in Italia

Bisogna far capire ai capitali esteri che in Italia qualcosa è cambiato. , il nuovo commissario per l’agenda digitale, risponde con una provocazione alla domanda, di un investitore straniero, perché dovrebbe puntare sullo Stivale: “la Finlandia è il passato. Non vorrete mica investire sul passato? Se volete investire sul futuro venite in Italia“.

L’intervento di Francesco Caio al di Roma, la due giorni che riunisce nella capitale comunità di startupper e imprenditori, era uno dei più attesi soprattutto per gli addetti ai lavori per comprendere come il governo ha intenzione di muoversi. Ha aggiunto: “Abbiamo chiaro cosa vogliamo fare e lo comunicheremo con efficacia. C’è grande talento in Italia a costo relativamente basso che può essere intercettato dagli investitori internazionali“.

Ma cosa vorrebbero gli investitori? Uno ha risposto dicendo che “si segni una direzione, delle linee guida precise“. Francesco Caio ha risposto dicendo che “tra i vari obiettivi indicati da Bruxelles ne abbiamo isolati tre, , e “. Attraverso questi si deve innescare un processo di innovazione all’interno della pubblica amministrazione che porti all’adozione di standard comuni ed ad una ricaduta nel territorio attraverso la creazione di progetti imprenditoriali per mezzo degli open data messi a disposizione al cittadino. Priorità definite e tempi misurabili, anche se date, l’amministratore delegato non ne indica.

Continuando in tema di Agenda Digitale Caio fa notare che la gerarchia in tema di competenze rimane ancora confusa e che si dialoga “già con gli enti interessati, come il ministero dell’Interno, l’Istat, i Comuni e le Regioni“. L’Agenzia non ha ancora un suo statuto ed una sua autonomia economica, ma dice Caio “i tecnici di Palazzo Chigi lo stanno mettendo a punto in questi giorni, io già mi siedo al tavolo con il direttore Agostino Ragosa“. Anche se la burocrazia ministeriale è complessa Caio è sicuro che si troverà una soluzione “io ho trovato un alto livello di competenza si tratta solo di liberare e ordinare queste energie“.

Al pubblico del Maxxi di Roma Caio da un’indicazione precisa per una collaborazione sempre più stretta tra Università, con giovani imprenditori e investitori ed i loro incubatori. “Atenei di eccellenza come quelli di Roma, Milano o Pisa possono essere gli assi attorno a cui costruire dei distretti tecnologici”. In quest’ottica, all’interno dell’Agenda digitale, il capitolo dedicato startup rimarrà di competenza diretta del ministero dello Sviluppo economico

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