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University of California: gratis online le proprie ricerche

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Una delle più importanti università del mondo nel campo della scientifica, la statunitense “University of California“, ha avviato il progetto per l’accesso libero di qualsiasi utente alle proprie ricerche scientifiche. Dopo circa sei anni di continui passi avanti e successivi ripensamenti, e soprattutto di scontri con la lobby dell’editoria scientifica, il Senato accademico dell’Università ha approvato l’impiego di standard “open access” per la pubblicazione gratuita delle ricerche sviluppate in tutti e dieci i suoi campus.

È una scelta significativa poiché rappresenta una evidente rottura rispetto alle pratiche standard di condivisione delle ricerche e dei risultati scientifici, pratiche solitamente non troppo in linea con l’idea di una libera circolazione del sapere. Infatti, le università statunitensi si vedono spesse volte costrette a pagare milioni di dollari all’anno per avere accesso alle ricerche dei propri colleghi; spesso con sottoscrizioni che superano i 40mila dollari per una singola pubblicazione. Lo stesso accade anche per la pubblicazione del proprio lavoro accademico su riviste autorevoli: per esempio “Nature” chiede a chi intenda pubblicare i propri lavori sulla rivista “Cell Reports” (la più famosa rivista di biologia) circa 5mila dollari, mentre per la pubblicazione su quella più popolare ed open-access “PLoS ONE” chiede 1.350 dollari.

L’iniziativa è tutt’altro che isolata o lontana dalle università più prestigiose, infatti, l’anno scorso anche la Harvard Library diffuse un memorandum tra tutti i 2.100 docenti dell’Università di Harvard invitandoli a boicottare i database di ricerche accademiche che fossero a pagamento, distribuendo invece i propri articoli tra le riviste a più basso costo o con pratiche di .

Le idee promosse dall’Open Access Movement negli Usa hanno ottenuto risposte significative anche dal Governo americano che, sollecitato da una petizione promossa attraverso il portale governativo WeThePeople, ha portato la Casa Bianca ad approvare un finanziamento di 100 milioni di dollari per promuovere le pratiche di open access in tutte le strutture accademiche e di ricerca finanziate con fondi federali.

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