Visions

Cambiamento

cambiamento

La disambiguazione (in inglese Word Sense Disambiguation o, abbreviato, ) è l’operazione con la quale si precisa il significato di una parola o di un insieme di parole (frase), che denotano significati diversi a seconda dei contesti. (Wikipedia)

Definizione (Fonte: Vocabolario Treccani online)
cambiaménto s. m. [der. di cambiare]. –
1. Il cambiare, il cambiarsi: c. di casa, di stagione, di temperatura; fare un c., un gran c., spec. nelle abitudini, nel carattere e sim.; c. di stato d’aggregazione della materia; c. di stato civile, ecc.; c. di scena, nelle rappresentazioni teatrali e sim. (spesso in senso fig., mutamento improvviso di situazione, di uno stato di cose); c.di indirizzo politico; c. di mano, nella circolazione stradale, lo spostarsi di veicoli o persone da un lato all’altro della via (è anche nome, in equitazione, di una figura di alta scuola). In sociologia, c. sociali e culturali, quelli che determinano trasformazioni nella struttura sociale e culturale di un gruppo.
2. Nella scherma, azione con cui si cerca di deviare il ferro dell’avversario dalla linea di offesa

Cos’è il Cambiamento nell’? Sicuramente una parola pronunciata con frequenza in tutte le proprie derivazioni.
Pensiamo al successo di un libro come “Cambiamo Tutto!” di Riccardo Luna e alla strada sulla quale ci mette il sottotitolo “Quelli che vogliono cambiare il mondo non aspettano, lo fanno”: una strada che ha profondamente a che vedere con lo slancio verso il Futuro. Ci dice, questa visione, che il Cambiamento è sia una qualità della Volontà sia una qualità dell’Azione. In entrambi i casi, non si va verso il Cambiamento se non si ascolta una qualità dell’emotività, che è alla base di Volontà e Azione: questa qualità è il saper rischiare.
Il rischio fa paura. E questa paura è alla base della lentezza di molti processi, personali e collettivi, di cambiamento.
Se vivo in una società che mi ha educato a correre rischi mostrandomi molti esempi di chi ce l’ha fatta, sarò maggiormente predisposto al Cambiamento: perché il rischio fa meno paura se si dimostra che chi lo ha affrontato è incappato in molti errori dai quali ha imparato.

Una frase come quella, arcinota, di Michael Jordan spiega molto bene come una società possa utilizzare a proprio vantaggio culturale e formativo chi racconta l’errore come una virtù: “Nella mia vita ho sbagliato più di novemila tiri, ho perso quasi trecento partite, ventisei volte i miei compagni mi hanno affidato il tiro decisivo e l’ho sbagliato. Ho fallito molte volte. Ed è per questo che alla fine ho vinto tutto”.

La nostra società, invece, tende ancora a trasmettere l’idea che è meglio non rischiare (a cominciare dall’avere un posto fisso, costi anche dieci anni di attesa). Ne consegue che chi si muove verso il Cambiamento deve avere un’indole predisposta al rischio. E questa indole deve fare i conti con chi consiglia di non rischiare.
Il problema del Cambiamento, alle nostre latitudini e nel nostro Presente, ha a che vedere più con il Passato che con il Futuro. Possiamo dire “Cambiamo Tutto!” perché iniziamo a sentire che la strada del rischio (e dell’errore accettato e superato) è percorribile e anche perché leggiamo Jordan e finalmente lo capiamo nel profondo. Ma non andremo molto lontani se non sapremo guardare alle nostre spalle riconoscendo al Passato una qualità: quella dell’Eredità.
L’Eredità è importante.
Se dimentichiamo in blocco il Passato e spargiamo il sale, annientiamo anche le coordinate al Presente: ma il Presente ci serve per andare verso il Futuro, perché si parte sempre da un punto sulla mappa.
Riconoscere i padri e le madri di questo presente (non molti ma ci sono, eccome se ci sono) è oggi il nostro primo compito di innovatori. Perché i padri e le madri hanno dalla loro non tanto l’esperienza, che cambia, muta, si addomestica al tempo che si vive, quanto tanti strumenti che ci possono tornare utili. Questi strumenti sono la loro Eredità.
“Cambiamo tutto!”, certo. Ma non dimentichiamoci di infilare l’Eredità di strumenti nella valigia con la quale ci presenteremo nel Futuro.

Francesca Quaratino

Francesca Quaratino

Francesca Quaratino è amministratore e socia di Manafactory srl, società che si occupa di strategie, contenuti e formazione per la comunicazione in Rete.

Nata nel 1974, dopo la laurea in etnologia ha iniziato a lavorare come community manager in una delle prime web agency italiane. Dice: “Volevo fare l’antropologa ma i popoli da studiare erano finiti e avevo a disposizione il mio modem 56K e il Web, che di tribù era pieno”.

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