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Brandwatch: su Twitter si parla di brand

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Ormai quasi tutti i , insieme a molte aziende B2B, hanno capito le potenzialità che offre per la crescita delle loro attività. A questo punto, ciò che risulta maggiormente interessante per le aziende presenti sul social del cinguettio, è capire come gli utenti parlano sulla piattaforma e soprattutto se le discussioni virano o almeno menzionano i brand interessati.

A questo proposito, la piattaforma inglese di monitoraggio Brandwatch, ha analizzato i dati provenienti da un lasso di tempo comprensivo di due mesi alla fine del 2012, offrendo una panoramica delle abitudini attualmente in uso su Twitter.

Dalla ricerca, effettuata su un campione casuale di 10mila tweet, è emerso innanzitutto che le interazioni su Twitter sono principalmente espressioni di engagement. Il 62% dei tweet analizzati, infatti, rappresentano conversazioni tra due o più utenti: il 22% sono retweet, il 36% replies e il 4% tag di altro tipo. Il 38% del totale dei tweet presi in considerazione, invece, sono solo tweet, ovvero messaggi che non hanno riscontro da parte di altri utenti.

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Per quanto riguarda i temi trattati all’interno delle conversazioni, si scopre come 4 tweet su 5 sono classificati come “personali”, ovvero messaggi che menzionano compleanni, proverbi, oroscopi o diete. Esclusa la categoria “personal”, i maggiormente chiacchierati riguardano show televisivi, film, sport musica e celebrità.
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Per quanto riguarda l’argomento che più preme alle aziende, ovvero la diffusione delle conversazioni circa i loro brand, dalla ricerca emerge che i tweet che parlano a proposito di marchi aziendali, rappresentano il 3,6% del totale. La nota interessante però, è che se i “marchi” fossero considerati come un topic a sé, sarebbero tanto rilevanti quanto la categoria show tv/film e sport, superando addirittura la musica, le celebrità e altri topic.

Secondo la ricerca, infatti, se i 10mila tweet presi in considerazione rappresentassero realmente la totalità di Twitter, si avrebbero 12,600 tweet al minuto relativi ai brand. Nello specifico, i dati dimostrano che gli utenti che twittano riguardo un marchio, tendono maggiormente ad includere nei loro messaggi argomenti che riguardano lavoro o educazione. Inoltre, i messaggi riguardo i brand sembrano essere maggiormente retweet piuttosto che replies, il che suggerisce come gli utenti siano più inclini a pubblicizzare un brand in modo passivo piuttosto che in modo creativo aggiungendo propri contenuti.

Infine, per quanto riguardo le categorie specifiche dei brand menzionati, si osserva come il range di nomi spazi molto, andando da Amazon a Ford alle più piccole società come Azendi o Micro Scooters. Lo stesso vale per i prodotti e servizi nominati che risultano avere un uguale numero di “mention”, dimostrando che non c’è una grossa differenza tra settore secondario e terziario.

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