#EpicFail

Amazon e il “necro-marketing” sulla morte di James Gandolfini

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Tutto il mondo ha appreso con grande tristezza la notizia della morte di . L’attore aveva soltanto 51 anni e tutti lo conoscevano come Tony Soprano, protagonista dell’omonima serie tv, nonché uno dei suoi personaggi più famosi.

Come succede sempre, il cordoglio corre sul web e come è successo per il cantante francese Moustaki anche questa volta qualcuno ne ha approfittato per farsi un po’ di pubblicità. Questo qualcuno, purtroppo, è Il colosso dell’e-commerce ha pensato bene di onorare l’attore su Facebook con un commuovente messaggio di addio, per coi corredarlo di un simpatico link che rimandava al proprio store e, più precisamente, alla vendita dei DVD della prima stagione de I Soprano.

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[Siamo rattristati dalla notizia della scomparsa di James Gandolfini. Ci mancherai James, così come tutti i personaggi memorabili a cui a dato vita – Foto: Consumerist]

Diciamo subito che non è una gran mossa, e forse i social media strategist di Amazon avrebbero potuto spendere qualche ora in più a decidere la strategia da tenere sui social in caso di morti illustri. Dopotutto, Amazon vende di tutto e, purtroppo, può capitare che muoia  l’autore di un’opera che hanno in catalogo: scrittore, musicista o attore che sia.

Qualcuno potrebbe obiettare che sia proprio questa la strategia di Amazon: “pompare” il morto sfruttando l’ondata emozionale che genera la notizia, per aumentare le vendite e i guadagni. Dopotutto, a suo tempo lo fece anche Sony: qualche ora dopo la notizia della morte di Whitney Houston la casa discografica rincarò al volo i prezzi su iTunes di due dei suoi album più famosi, scatenando sì l’indignazione dei fan della cantante, ma vendendo comunque migliaia di copie. Ma questo non sembra essere il caso di Amazon: infatti, dopo i primi commenti indignati, il post su James Gandolfini viene cancellato in fretta e in furia (ma non abbastanza in fretta per qualche utente, che ha prontamente fotografato il post e ha cominciato a farlo circolare sul web).

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[“In questo momento mi vergogno di essere un cliente di Amazon e un utente di Kindle. È stato proprio di cattivo gusto “ricordare” James Gandolfini insieme a un link per l’acquisto della prima stagione de I Soprano. È una persona reale, non un’opportunità promozionale.]

 E ancora:
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[Che classe Amazon. Sono sicura che la famiglia di James Gandolfini sarà felice di sapere che questa morte prematura è in grado di aumentare le vostre vendite dei DVD dei Soprano.]

Morale della favola: Amazon cancella il post e sulla pagina non resta più nulla, né un messaggio di scuse, né una frase di cordoglio per Gandolfini. Ma ormai quel post aveva già fatto il giro del web, attirando l’attenzione di testate internazionali come l’Huffington Post o il Daily Mail che hanno prontamente contattato l’azienda per chiedere una controreplica. Controreplica che però non è mai arrivata, lasciando tutti nel dubbio: Volevano veramente lucrare sulla morte di un attore oppure si è trattato semplicemente di un “errore” del social media manager?

 Chris Morran di Consumerist è convinto che sia stato solo di un “pasticcio” di qualche “ragazzino disorientato” dell’ufficio Social Media di Amazon (evidentemente il mito dello “stagista” è duro a morire…) e sottolinea anche come, quando muore qualche autore importante, le vendite delle sue opere schizzino alle stelle quasi in modo automatico senza bisogno di “pomparle” sui social media, cosa che peraltro fa imbufalire i clienti.

Anche Casey Chan di Gizmodo la pensa così, e ipotizza che la “colpa” sia da attribuire a un “espertone dei social media troppo zelante” ma aggiunge una riflessione che contiene una grande verità: “Dobbiamo essere tutti un po’ più furbi: le regole dei social media devono ancora essere scritte. E considerata la velocità con cui queste azioni si diffondono, essere percepiti come ‘rispettosi’ o, al contrario, come ‘insensibili’, è come cercare di stare in equilibrio su un filo invisibile: nemmeno tu sai bene da che parte stai”.

Lesson Learned: Sui social media non puoi mai insabbiare nulla realmente: sii pronto ad assumerti la responsabilità delle tue azioni. Puoi cancellare in fretta quello che ritieni essere un errore, ma il web sarà sempre più veloce di te. E ti chiederà spiegazioni.

 

 

Valentina Spotti

Valentina Spotti

Nasce nel 1984 e vede per la prima volta una pagina web sul finire degli anni Novanta: ci rimane male perché si immaginava chissà cosa. Poi vennero i blog, YouTube e i social network, e nel 2009 una tesi sulla costruzione della reputazione in Rete la porta alla laurea in Scienze della Comunicazione. Per un certo periodo si è occupata di Media Education in quel di Bruxelles, poi è tornata a Milano ed è diventata web editor.

5 commenti

Commenti e reazioni su:

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5 Comments

  1. Alberto

    22/06/2013 alle 11:57

    complimenti per il “commuovente” Valentina!

  2. Pingback: L'addio a Tony Soprano il boss depresso caratterista di Hollywood – Corriere della Sera | ITALIA SERA

  3. clemente

    22/06/2013 alle 18:13

    d’ora in avanti non faro’ piu’ acquisti su amazon ,ma putroppo il dio denaro la fa sempre da padrone che schifo,un po’ di rispetto per la morte di una persona non fa male,complimenti ai signori di questo mercato online,ma da me e spero da tanti altri non guadagnerete neanche un centesimo di euro verognatevi

    • Vincenzo

      02/07/2013 alle 11:42

      Pensa a quelli che vendono ancora statuette, cards, poster vari e una infinità di prodotti da merchandising di un cristiano morto 2000 e passa anni fa !!! Siamo nel 2013 bello, non so se te ne sei accorto ma ormai ogni persona è libera di venerare i propri miti come meglio credono e qualcuno deve pure sempre alimentare la memoria…. o finiremo per dimenticarci dei morti.

  4. Pingback: Virgin Active e il coccodrillo-marchetta sulla morte di Mandela | Tech Economy

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