#EpicFail

“Usare un profilo Facebook è facile”: disse il Movimento 5 Stelle di Rieti

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Nei giorni scorsi è serpeggiata sul web una curiosa polemica, scatenata da un post di Francesco Lanza che ha portato alla gentile attenzione degli utenti italiani una lettera del Movimento 5 Stelle di Rieti che “bacchettava” il Comune di Rieti per aver ingaggiato, a 3.550 euro lorde per otto mesi, un social media manager per gestire la pagina di Eurieti, network che riunisce i cittadini reatini nel mondo.Immagine1

Stando alla lettera inviata dai signori del Movimento 5 Stelle al sindaco della città laziale, il compenso accordato a Enrica Gissi, social media manager bolognese, sarebbe stato esageratamente alto:

Pensiamo sia chiaro quanto sia facile saper utilizzare un profilo sul social network Facebook ed è per questo che troviamo assolutamente ingiustificata la spesa per l’incarico assegnato.

Abbiamo letto bene: “Pensiamo-sia-chiaro-quanto-sia-facile-saper-utilizzare-un-profilo-su-Facebook”. Ora, non sono mai stata un genio della matematica, ma fortunatamente i conti li ha fatti :

Da maggio a dicembre, sono otto mesi. 3550 euro LORDI, vuol dire che la professionista fattura, per il suo servizio, 443,75 euro LORDE, e cioè 366,74 al mese + IVA, netto dal quale poi vanno tolti gli altri contributi. E’ facile calcolare che a questa persona, puliti in tasca, resteranno circa 150 euro al mese.

Ma al netto di queste considerazioni economiche – che peraltro continuano a essere tirate in ballo nella lettera originale in relazione a un precedente incarico della Gissi per conto dell’attuale sindaco della città – a colpire è la supponenza dell’argomentazione portata dagli esponenti del , che considerano la gestione dell’immagine e della comunicazione di un personaggio o di un progetto pubblico “qualcosa che tutti possono fare”.

Francesco Lanza ha fatto i conti, dicevamo, e spiega perché il compenso accordato alla Gissi per la gestione della pagina di Eurieti sarebbe fin troppo basso per il tipo di competenze e per il carico di lavoro necessario per costruire e mantenere la presenza online di un progetto come quello di Eurieti.

Io invece vorrei portare qualche esempio a dimostrazione che, su questo fatto, i signori del Movimento 5 Stelle si sbagliano di grosso.
Partiamo da una semplice considerazione. Per “usare un profilo” su Facebook non ci vuole una scienza: Mark Zuckerberg ha fatto di tutto per fare in modo che ci riescano veramente un po’ tutti. Ma “saper usare” un profilo su Facebook è un tantino diverso. E non è detto che, dal momento che più o meno tutti abbiamo un profilo Facebook, tutti siamo in grado di gestirne uno per conto di terzi in modo professionale, e cioè senza fare danni.

Usare un profilo Facebook è facile e i social media manager bravi si trovano come i piccioni in San Marco? Sicuro: ci sono quelli che si inventano di pubblicare sulla pagina di un aeroporto una foto di un disastro aereo (Luton Airport), quelli che sono talmente sul pezzo da credere che John Lennon sia ancora vivo (MTV India), quelli che vorrebbero fare pubblicità al nuovo Samsung Galaxy e invece finiscono per fare una marchetta colossale a iPhone (Samsung), quelli che ti dicono che un terremoto è più gustoso se insieme ci mangi le alette di pollo (KFC), quelli che comprano i fan finti e si fanno platealmente beccare (Orangina). E c’è anche chi – visto che usare un profilo Facebook è tanto facile – non sa nemmeno posizionare l’immagine di copertina, così che invece di Giorgia la gente legge Orgia.
Ah, ci sono anche quelli che sbroccano, e che il venerdì sera sono stanchi e confondono l’account di lavoro con quello personale, così che tutto il mondo sappia quanto un social media manager possa averne anche le scatole piene, di tanto in tanto.

Come possiamo vedere gli esempi non mancano e, guarda caso, ogni volta che bisogna giustificare un “epicfail” si addossa spesso – e senza tanti complimenti – la responsabilità al social media manager “inesperto o poco professionale”. Ora: può essere che i responsabili di questi errori di comunicazione fossero davvero persone poco competenti, o che semplicemente non fossero state messe nelle condizioni di poter lavorare bene. Ma, chissà perché, ho come il sospetto che i signori del Movimento 5 Stelle non vorrebbero nessuno dei “professionisti” citati poc’anzi per gestire il proprio profilo su Facebook.

Tutti vogliamo un lavoro eccellente svolto da professionisti eccellenti: e da che mondo e mondo la professionalità ha un valore, anche monetario. Qualcuno potrebbe obiettare che le “quotazioni” di un professionista potrebbero non essere proporzionate alle sue reali competenze. Questo è vero sia nel caso del genio del social media marketing che ti offre una consulenza “in amicizia”, sia nel caso dei presunti “guru” che hanno – altrettanti presunti – cachet hollywoodiani. Ma è altrettanto vero che se non ti avvali di persone competenti rischi di fare una gran figuraccia, compromettendo la tua immagine e che quella del social media manager è ormai una figura professionale riconosciuta a tutti gli effetti e con un suo mercato.

I signori del Movimento 5 Stelle di Rieti sembrano essere rimasti un tantino indietro, più o meno al 2009, quando gestire una pagina Facebook era considerata la mansione dello “stagista smanettone”. Chiunque oggi pensi ancora che lavorare con i social media sia una cosa “facile” dovrebbe un attimo guardare in faccia la realtà o quantomeno, farsi un bell’esame di coscienza.

Dico questo perché non è la prima volta che i signori del Movimento 5 Stelle fanno una gaffe simile: lo scorso gennaio aveva destato scalpore un annuncio del sindaco grillino di Parma, Federico Pizzarotti, che su Facebook cercava programmatori disposti a collaborare con il Comune “ovviamente in modo gratuito”. “Ovviamente-in-modo-gratuito”.

Chiariamo una cosa. La professionalità si paga. E se tu non sei disposto a pagare vuol dire che consideri quella mansione talmente banale da essere alla portata di tutti. Purtroppo questo non vale per la gestione di un profilo Facebook né, tantomeno, può valere quando si parla di programmazione informatica. Perché una persona professionale e competente dovrebbe proporsi per un lavoro che sa già che non gli sarà mai retribuito? A quel punto ci sarà una specie di selezione naturale: le persone veramente competenti non prenderanno in considerazione il tuo annuncio, e resteranno quelli che sono alle prime armi, disposti a lavorare gratis pur di potersi fare un po’ di esperienza. Ma, ahimè, queste persone sono anche le meno preparate: questo significa che Tu, azienda, partito politico, personaggio pubblico o quello che sei, stai rischiando veramente molto grosso.

Quindi, i miei complimenti ai signori del Movimento 5 Stelle di Rieti, che sono praticamente riusciti a farsi lo sgambetto da soli sciorinando una manifesta incompetenza di quella “Rete” su cui hanno fondato il proprio stesso movimento, e che sono riusciti a sollevare polemiche lesive della propria immagine senza nemmeno pubblicare “la foto sbagliata su Facebook”. Anche questi sono “epicfail”. E, una volta tanto, non è “colpa dello stagista”.

Lesson Learned: Non cadere nell’errore di pensare che un lavoro valga poco perché si svolge in un posto che tutti conosciamo con strumenti che usiamo quotidianamente. Non avere la presunzione di monetizzare una mansione se non sai come si svolge né che tipo di competenze richiede. Perché se il tuo social media manager non è una professionista competente te ne accorgerai presto, e a tue spese.

Valentina Spotti

Valentina Spotti

Nasce nel 1984 e vede per la prima volta una pagina web sul finire degli anni Novanta: ci rimane male perché si immaginava chissà cosa. Poi vennero i blog, YouTube e i social network, e nel 2009 una tesi sulla costruzione della reputazione in Rete la porta alla laurea in Scienze della Comunicazione. Per un certo periodo si è occupata di Media Education in quel di Bruxelles, poi è tornata a Milano ed è diventata web editor.

6 commenti

Commenti e reazioni su:

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6 Comments

  1. max

    08/06/2013 alle 13:52

    C’è conflitto di interessi, direbbero i pentastars…

  2. Gianni

    09/06/2013 alle 04:24

    Il vero problema non sono i 3500 euro, ma il fatto che nonostante il Comune di Rieti abbia ben 500 dipendenti a disposizione, non si sia pensato di utilizzare il personale interno per gestire una normale pagina facebook.
    Da aggiungere che il Comune di Rieti ha già una sua pagina ufficiale Facebook e che esistono decine di altre pagine, molto belle e gestite da semplici appassionati, dedicate a Rieti.

    In sintesi sono quindi 4 le questioni:
    1) Perché non utilizzare i 500 dipendenti a disposizione ?
    2) Perché, non volendo dare l’incarico a dipendenti interni del Comune, non si è dato l’incarico ad un professionista di Rieti, visto il disastro occupazionale (40% dei giovani disoccupati) che colpisce il territorio sabino ?
    3) Come mai la professionista incaricata bolognese è casualmente la stessa che ha gestito la campagna elettorale del Sindaco di Rieti ?
    4) Perché il Comune vuole aprire una ulteriore pagina Facebook quando ne ha già una ufficiale e inoltre ce ne sono già tante altre molto belle e gratuite ?

    • Valentina Spotti

      Valentina Spotti (@ValentinaEsse)

      09/06/2013 alle 11:00

      Ciao Gianni, provo a rispondere alle tue domande:

      1. Perché magari nessuno di quei 500 dipendenti poteva gestire la pagina di Eurieti (che è un progetto a sé del Comune) oppure, semplicemente, chi gestisce le altre pagine non poteva farsi carico anche di questa

      4. Come sopra: il progetto Eurieti è un progetto del Comune a sé stante: non è una pagina istituzionale del Comune. È come chessò, se tu avessi il tuo profilo Facebook personale ma nel tuo tempo libero fai sculture in legno e vuoi fare una pagina ad hoc per dare visibilità alla tua attività. (Gratuite in che senso? Le pagine Facebook non si pagano, al massimo si paga chi le gestisce)

      2-3. Forse perché la signora GIssi è una brava social media manager, che ha già dato più volte prova della sua competenza?

      Il Comune di Rieti, comunque, ha chiarito la questione con un post sul suo sito:

      http://www.comune.rieti.it/article/13/06/chiarimenti-incarico-professionale-eurieti

  3. Gabriele

    10/06/2013 alle 01:24

    puoi pubblicare anche il chiarimento del Movimento 5 Stelle di Rieti?
    https://www.facebook.com/M5SRieti/posts/578542208832771

  4. Marina

    10/06/2013 alle 12:21

    Concordo con l’analisi che fai! Purtroppo qui in Italia c’è ancora tanta, troppa ignoranza per quanto riguarda le professioni del web. C’è la credenza che stare su Facebook, per esempio, sia solo cazzeggio e basta… Non viene concepita l’idea che per usare bene lo strumento ci vuole professionalità e che questa si deve pagare.

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