ICT & Telco

Telecom, Patuano: per la rete non c’è solo Cdp, aperta anche a investitori esteri

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La società per la rete potrà accogliere nell’azionariato, oltre alla Cdp, altri investitori, anche esteri. In una giornata che ha visto il titolo ancora sotto pressione in Borsa (-3,17% a 0,58 euro), per la terza seduta consecutiva dopo il sì giovedì dal Cda allo , l’a.d , interviene per indicare che “sul mercato ci sono sicuramente investitori e sono anche esteri”.  A margine di un incontro sull’agenda digitale il manager spiega che la Cassa Depositi e Prestiti “non è l’unico fondo presente al mondo. Sicuramente i potenziali investitori sono più di quanti si pensi comunemente”. Per il manager il calo in Borsa registrato dopo l’annuncio dello scorporo, non è una bocciatura: “le telecomunicazioni in questo periodo in Europa sono andate su e giù. Ci sarà stato qualcuno che ha monetizzato e preso qualche beneficio” argomenta Patuano mentre gli analisti ribadiscono le perplessità sui tempi lunghi e le incertezze dell’operazione.

In una lettera inviata ai dipendenti di Telecom il presidente e lo stesso Patuano sottolineano che la separazione della rete di accesso è “una scelta coraggiosa che non ha precedenti in Europa“. “Crediamo in questo passo – aggiungono – perchè il settore delle tlc italiano si trova in una situazione generale di grande sofferenza e ha bisogno di forte discontinuità in un momento in cui sono necessari ingenti risorse per adeguare le infrastrutture alle più recenti tecnologie e contribuire a modernizzare in maniera radicale il Paese”.

Il tema ormai è la priorità del gruppo e mette in ombra quello dell’alleanza coi cinesi di 3 Italia: come ha indicato in una recente intervista Bernabè “nel consiglio di mercoledì non si deciderà niente. Sul tavolo ora c’è la rete”. Sulla questione interviene Angelo Cardani, presidente dell’Agcom, l’autorità dalla quale dipende in buona parte il progetto della rete, come ricorda anche Fitch, secondo cui “l’impatto sul rating è legato sopratutto dai dettagli dell’accordo che Telecom raggiungerà con l’authority“. Il professore della Bocconi rileva che “la concorrenza in Italia c’è ma la profittabilità, vista la necessità di ammortamenti importanti, è effettivamente modesta”. “Bisogna cercare quindi – conclude Cardani con parole che suonano come un’apertura a Telecom – un compromesso accettabile tra concorrenza delle imprese di telecomunicazioni e redditività: perchè ormai i margini delle società sono relativamente modesti”.

L’Agcom ha già fatto sapere nei giorni scorsi di aver ricevuto una nota informativa da Bernabè sulla decisione di societarizzare la rete e, dopo una valutazione degli uffici, sarà portata al consiglio dell’authory. Bruxelles interverrà in una secondo momento. L’autorità nazionale “fa le sue analisi e poi le notifica a Bruxelles e agli altri Stati membri. Poi l’Ue farà sapere la sua opinione“, precisa il vicedirettore della direzione Connect della Commissione Europea, Roberto Viola.

 

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