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BI Intelligence: il social commerce avanza grazie a Facebook e soci

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L’uso a livello globale delle piattaforme di sta velocemente aumentando. Milioni di consumatori cliccano “mi piace” su Facebook, twittano riguardo un prodotto su Twitter e “pinnano” ciò che più interessa su Pinterest.
Sulla base di questo trend, brand e venditori al dettaglio a loro volta stanno concentrando le loro attenzioni sul . Viene da chiedersi, però, come si possa convertire l’attività social in un vero e proprio guadagno reale.

Un nuovo report firmato BI Intelligence affronta il tema analizzando il potenziale delle piattaforme social, in particolare Pinterest, Facebook e Twitter, e di come queste possano realmente generare introiti per se stessi e per le società che li adottano come strumento di marketing.bii-social-commerce-revenue-share-1

Dallo studio emergono significativi trend che sembrano promettere di trasformare i in piattaforme di e-commerce e di incrementare così il successo del social commerce. Una di queste tendenze è senza dubbio l’ascesa del mobile. Grazie alle piattaforme social su mobile, infatti, i clienti possono confrontare i prezzi dei prodotti e chiedere consiglio ai propri amici ovunque essi siano.

Complessivamente il 40% del tempo speso sui social media è concentrato sul mobile. Facebook ha superato il 50% di utilizzo su mobile e Pinterest è al 48%. Considerando la continua crescita dei dispositivi mobili, sembra che queste percentuali tenderanno in futuro ad aumentare. L’attenzione che i brand riservano al mobile, insieme al grosso incremento che questo medium ha avuto, aiutano a spiegare la mossa di social media che tendono ad allontanarsi gradualmente dai tradizionali annunci display – come gli annunci nella colonna di destra della pagina Facebook – per concentrarsi maggiormente sul social commerce.

Altro trend preso in considerazione è l’ascesa del visual Web. Siti come Tumblr, Pinterest, Instagram, e Wanelo stanno diventando repository per idee di shopping, consigli di moda, e liste dei desideri – in pratica cataloghi generati dagli utenti. Per esempio, in un recente sondaggio condotto da Zmags (una società di catalogo mobile), il 63% degli acquirenti online ha detto che prevede di utilizzare i cataloghi on-line. E il 35% ha detto che prevede di usare Pinterest per fare acquisti.

Per quanto riguarda la sfera demografia, i consumatori adolescenti e sulla ventina presi in considerazione affermano di essere abituati allo shopping online e di vedere i loro smartphone e tablet come i dispositivi principali per lo shopping online. L’utente medio di Pinterest, invece, è di età compresa tra i 30 e i 49 anni, una fascia di età con una notevole disponibilità di reddito disponibile. Inoltre, gli utenti di Pinterest tendono ad essere donne (l’80-85% della sua base utenti è di sesso femminile). I marketer sanno bene che si tratta di donne che di solito controllano le redini dell’economia di casae delle spese familiari legate al vestiario, accessori casalinghi e regali (tre aree di competenza forti di Pinterest).

Dal report emerge, in conclusione, che il social commerce, qualunque sia il modello preso in considerazione, deve necessariamente considerare la regola fondamentale di e-commerce che Amazon ha sempre sostenuto: i consumatori sceglieranno di comprare quando per loro sarà più semplice farlo. Questo è ancora più vero quando si tratta di acquirenti occasionali che finiscono su un sito di un rivenditore grazie ad un consiglio social. Bisogna tenere sempre a mente, quindi, che l’intenzione di acquistare è spesso molto fragile e può evaporare rapidamente. Occorrono, quindi, se si vuol continuare a lavorare nel social commerce, strategie che permettano agli utenti di effettuare i loro acquisti in modo semplice e veloce senza dover attraversare troppi e noiosi passaggi intermedi.

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  1. Pingback: E-commerce e social commerce. Alcuni casi nel settore food | Food Boutique

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