London Notes

M4: La Silicon Valley made in UK

M4: La Silicon Valley made in UK

In pochi lo sanno, ma in Gran Bretagna esistono diverse realtà che si proclamano come la risposta British alla e che spesso e volentieri confliggono tra di loro. In realtà questo malcelato conflitto è andato appianandosi negli ultimi due anni, ma nella mente di molti imprenditori vecchio stampo l’unica vera made-in- è il cosiddetto “M4 Corridor”.

UKLa M4 è un autostrada che collega Londra col Sud del Galles, passando da centri critici come Bristol, Cardiff, Bath, Reading, Swansea e Swindon e lungo quale si sono sviluppate le sedi e i centri manifatturieri di alcune delle più grandi compagnie Hi-Tech del pianeta. Tra queste figurano le cosiddette “Big Beast”, Intel, Oracle, Dell, Huawei, Lexmark, LG, Panasonic, SAP, Symantec e molte altre, che già dall’inizio degli anni 80 avevano intuito la potenzialità di stabilirsi lungo un arteria cosi centrale nel sistema dei trasporti britannico. La M4 infatti collega tutte le suddette città anche con l’aeroporto di Heatrow, particolarmente rilevante per un economia che dipende fortemente dalle sue esportazioni. Questo rappresentava all’epoca un vantaggio competitivo molto maggiore rispetto a quello di stare a ridosso delle città, visto anche che si tratta soprattutto di centri di assemblaggio e che necessitano di afflusso di materie prime.

Ora invece chiunque pensi al centro Hi-Tech del paese, pensa immediatamente a Shoreditch, a Old Street, alla Tech city o alla Silicon Roundabout, tutti sinonimi dell’area nell’Est di Londra nel quale si stanno sviluppando le Start up più interessanti e di successo d’Europa e nel quale Facebook e Google hanno aperto i loro centri. Il governo di Cameron ha investito moltissimo in passato per attrarre giovani talenti a tutto il mondo. Investito in infrastrutture ma anche in pubbliche relazioni, proprio per dare alla Tech City quella reputazione di centro nevralgico dell’hi-tech in Europa.

silicon-valley-sign-lgCiononostante solamente un anno fa Cameron dichiarava di ritenere la “M4 corridor” la vera Silicon Valley inglese in quanto ancora in grado di fornire la maggior parte dei posti di lavoro che si possano trovare al di fuori di Londra mentre la Tech City deve ancora provare il suo vero valore. In effetti il ragionamento di Cameron non e’ del tutto sbagliato come abbiamo visto in precedenza, ma non si tratta sicuramente di una buona mossa a fronte dei milioni di Sterliine spesi per lo sviluppo dell’area intorno ad Old street. Il comitato che gestisce gli investimenti nella Tech City (Tech City Investment Oganisation TCIO) non prese la dichiarazione molto bene a fronte soprattutto degli sforzi, non solo economici, per creare il brand intorno alla Silicon Roundabout.

Chiedendo in giro a chi ha oggi meno di 30 anni, difficilmente troveremo a Londra qualcuno che si ricordi della “M4 corridor” come la “Silicon Valley” britannica che di sicuro non attrae cosi tanti talenti come la Tech City e non ne possiede il fascino. Proprio questo è in effetti un fattore frenante per l’economia High Tech al di fuori Londra; non si riesce a colmare il gap tra offerta e richiesta di lavoro e la mancanza di giovani che vogliano spostarsi fuori Londra per lavorare sta creando qualche problema al settore. Come dire: giovani talenti italiani fatevi avanti!

Oggi ai più la M4 evoca il record di incidenti stradali più che un centro di sviluppo Hi-Tech, e nonostante continui a crescere e a creare posti di lavoro manifestando un aperto ottimismo per il futuro, lo fa ai margini della città senza quell’immagine un cool e Yuppie che Facebook e Google hanno portato nell’Est di Londra.

Marcello Mari

Marcello Mari

Vive a Londra dove ha fatto della tecnologia e dell’ICT un interesse prima che un lavoro. Laureato in Scienze Politiche, appassionato di Relazioni Internazionali e di Politica, ha vissuto per due anni negli Stati Uniti, uno in Indiana e uno in Illinois. Per TechEconomy è stato osservatore di usi e costumi della rete in terra londinese, ed oggi si occupa di analizzare trend digitali dati alla mano.

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