Legal & Digital Rights

In Francia tassa su smartphone e tablet per finanziare cultura?

hollande lescure

Sin dagli anni Ottanta il governo francese, per sovvenzionare l’unicità francese in arte e cultura, recupera parte dei fondi tassando radio, stazioni tv, cinema e Internet provider. Alcune dinamiche di mercato, sono oggi, però, cambiate, soprattutto se si pensa all’entrata in gioco di nuovi player come Apple o Netflix e al continuo crescere della pirateria, che hanno contribuito ad abbassare i proventi derivati dai classici canali sopracitati.

La cerca così di adeguarsi. Il presidente François Hollande ha ricevuto un report redatto da Pierre Lescure (a capo della commissione appositamente ceata), che per nove mesi ha studiato come ricavare soldi per la cultura attingendo dall’attuale scenario digitale.

Sono 80 le proposte contenute nel rapporto e destinate a costruire un sistema per adattare l’industria culturale del paese all’era digitale. In molti casi si tratta di una sterzata netta rispetto al passato e in controtendenza con le esigenze della crisi attuale, in particolare con l’imposizione di due nuove imposte che faranno molto discutere. Per alcuni aspetti, il rapporto Lescure predica addirittura un dietrofront rispetto al passato recente, quello della legge Hadopi, uno dei provvedimenti più controversi della presidenza di Nicolas Sarkozy, sulla cui efficacia e legittimità si è discusso anni. Si trattava in quel caso, di proteggere la proprietà delle opere artistiche e intellettuali che ha spinto a creare il reato di “download” illegale con tanto di sanzioni immediate: avvertimenti, multe sempre più salate e infine distacco della connessione Internet al recidivo.

Nell’ottantina di proposte contenute nel piano, una in particolare sta suscitando scalpore anche fuori dai confini nazionali: tassare smartphone e tablet, considerati quindi alla stregua di veri e propri distributori di contenuti. L’obiettivo è di costringere Apple, Google, Amazon e gli altri produttori a contribuire alla raccolta fondi. Si tratterà di un’imposta attorno all’1%, mirante a creare un fondo per “incoraggiare e accompagnare la transizione digitale delle industrie culturali“. Lescure, nella sua presentazione, ha garantito che la non crescerà e “non avrà impatto sugli utenti”. Quanto al dispositivo di dissuasione per chi scarica film e musica illegalmente, le ammende e il distacco della connessione lasceranno via via il posto ad un'”offerta legale” che sarà sempre più diversificata e in alcuni casi su richiesta. In concreto, l’utente dovrebbe essere più incoraggiato a spendere una cifra contenuta per scaricare legalmente e in ottima qualità immagini o audio, piuttosto che rischiare multe sconfinando nell’illegalità per andare alla ricerca di prodotti incerti, scadenti e di difficile fruizione, pur se gratuiti.

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