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Enrico Mentana e la morte di Fabri Fibra: a un grande potere corrispondono grandi responsabilità

Enrico Mentana e la morte di Fabri Fibra: a un grande potere corrispondono grandi responsabilità

Primo maggio. Chi non è o non guarda il Concertone sta su , ed è anche probabile che i due fenomeni si presentino contemporaneamente. Fatto sta che a un certo punto, comincia a diffondersi il panico:

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Cosa mai avrà twittato di tanto sconvolgente da mettere in agitazione mezzo web italiano in un giorno di festa? E cosa c’era scritto in quel tweet di tanto grave da richiedere una cancellazione così repentina? – Repentina, certo, ma mai abbastanza per i riflessi da ghepardo di parecchi utenti che hanno immortalato il tweet prima che sparisse:

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Ohibò. Fabri Fibra il rapper che non era “persona gradita” al Concertone? La notizia si diffonde nel giro di pochi minuti e così pure l’inquietudine: la notizia è vera? È una bufala? Cosa dice Google News? Wikipedia è già stata aggiornata? Fabri Fibra è vivo o morto?

Pochi minuti dopo arriva la smentita, direttamente per mano di Enrico Mentana che spiega l’accaduto:

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E, pochi minuti più tardi, altri tre tweet in rapida sequenza:

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Quindi, ricapitolando. Fabri Fibra è vivo, l’ira funesta di Mentana è stata placata e forse c’è stato un licenziamento.

 A questo punto ritengo doveroso fare un disclaimer: lungi da me dal fare un pippone a Enrico Mentana, non è mia intenzione, non è questa la sede e soprattutto credo che Mentana abbia cose più importanti di cui preoccuparsi. Per lo stesso motivo, forse, non ha avuto tempo per rispondere a tutti quelli che gli hanno suggerito di mettere un codice di sicurezza al proprio smartphone e di evitare di lasciarlo “a portata di imbecille”.

Tuttavia – e Mentana non me ne voglia – questo incidente si può osservare da diversi punti di vista:

  1. Se sei un personaggio pubblico sei nel mirino dei troll (o dei fake): un po’ come è successo con il finto Umberto Eco, che soltanto qualche giorno fa ha twittato la morte dello scrittore Dan Brown (anche qui, incidente stradale), se sei una persona importante diventerai preda ambita di qualcuno che prenderà in prestito il tuo nome e vorrà spacciarsi per te. Per creare un nuovo account con il nome di una persona famosa bastano pochi secondi ed è tecnicamente legale. Quante volte abbiamo scoperto che quel vip che credevamo di seguire su Twitter in realtà era un clamoroso falso? Nel caso di Mentana non si tratta di un finto account: l’account era quello reale. Peccato solo che non fossero state le dita di Mentana a scrivere la falsa notizia. Sicuramente la burla non sarebbe potuta sopravvivere che per uno o due tweet – e qualcuno a quanto pare l’ha pagata cara – ma è stato comunque sufficiente a creare il pasticcio, anche se è durato poco e tutto è stato chiarito. Ovviamente l’occasione fa l’uomo ladro solo quando si sta parlando di una persona famosa e seguita, qualcuno che goda di grande visibilità, in modo da ottenere il massimo effetto dallo “scherzetto”.
  2. Se sei considerato una “fonte autorevole” ogni tua favella si diffonderà alla velocità della luce e soprattutto tenderanno tutti a prenderla per vera: basta fare la controprova: se fossi stata io a twittare la notizia della morte di Fabri Fibra, nella migliore delle ipotesi nessuno mi si sarebbe filata. Oppure qualcuno mi avrebbe invitata ad andare a quel tal paese. Ma se ti chiami Enrico Mentana, sei uno dei giornalisti più famosi d’Italia e non sei solito fare scherzetti di questo genere perché gli utenti dovrebbero dubitare del tuo tweet? Anzi, lo retwittano o, comunque, spendono un minuto sulla notizia, credendola vera fino a prova contraria.
  3.  A un grande potere corrispondono grandi responsabilità: Se sei autorevole hai anche la responsabilità di quello che dici. Così come hai la responsabilità di tutto quello che appare a tuo nome, anche se non sei stato tu a scriverlo né ti saresti mai sognato di farlo. Nel caso specifico la grande autorevolezza di Mentana gli ha consentito di essere perfettamente credibile anche con un tipo di giustificazione che in bocca a qualsiasi altra persona sarebbe suonata vagamente ridicola (“qualcuno mi ha rubato il cellulare” is the new “il cane mi ha mangiato i compiti”). L’incidente non ha neanche fatto un graffietto alla reputazione di Mentana, che continuerà a essere considerato una fonte autorevole esattamente come prima, su Twitter come sugli altri media. Ma stiamo parlando di Enrico Mentana. Provate a immaginare cosa ne sarebbe stata della nostra reputazione se “l’imbecille” avesse preso il nostro, di smartphone, e avesse twittato a nostro nome una sciocchezza: sarebbe un bello scivolone che potrebbe danneggiare pesantemente una reputazione costruita con tanta pazienza e duro lavoro.

 Lesson Learned: Non pensare mai di essere “al sicuro” sui social media. Sii sempre vigile, abbi cura della tua reputazione (e anche dei tuoi strumenti!) e sii pronto a reagire nel malaugurato caso che qualcuno voglia giocarti un brutto scherzo.

Valentina Spotti

Valentina Spotti

Nasce nel 1984 e vede per la prima volta una pagina web sul finire degli anni Novanta: ci rimane male perché si immaginava chissà cosa. Poi vennero i blog, YouTube e i social network, e nel 2009 una tesi sulla costruzione della reputazione in Rete la porta alla laurea in Scienze della Comunicazione. Per un certo periodo si è occupata di Media Education in quel di Bruxelles, poi è tornata a Milano ed è diventata web editor.

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