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Ocse: l’Italia deve proseguire sulla scia delle recenti riforme

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Secondo quanto riporta un nuovo rapporto OCSE, l’ ha compiuto notevoli progressi rafforzando le finanze pubbliche e adottando una vasta serie di destinate ad incoraggiare la crescita economica. È per questo che il nuovo Governo, ammonisce, deve ora garantire il mantenimento di tali progressi e il perseguimento della strada che porta verso il rafforzamento di questi risultati.

Nel documento rilasciato si afferma che l’Italia, dopo aver promosso nel corso del 2012, tutte quelle attività volte ad aumentare il dinamismo del mercato del lavoro e dei beni, deve ora attuarle in maniera efficace. Secondo il rapporto, ciò permetterà all’Italia di migliorare la sua produttività, che al momento si presenta consistentemente debole, e di dare slancio alla competitività internazionale del Paese.

La crescita sul breve termine continua avere risultati poco soddisfacenti. Ciò è dovuto in larga misura alla sua scarsa competitività internazionale, alla riduzione dei prestiti bancari e all’impatto immediato dei tagli alla spesa pubblica e degli aumenti impositivi che gravano sulle famiglie e le imprese. Per quest’anno anche le previsioni del rapporto non sembrano dare molto fiducia al paese, che dovrà affrontare un calo del PIL dell’1,5%; mentre sembra che segnali positivi si riscontreranno a partire dal 2014 quando il prodotto interno lordo vedrà una leggera crescita dello 0,5%.

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Alla presentazione del rapporto, avvenuta a Roma, il Segretario generale dell’ Angel Gurría ha affermato: “In una situazione caratterizzata da recessione e aumento della disoccupazione, è a volte difficile vedere la luce alla fine del tunnel. Sono convinto, però, che se si persiste nell’attuale strategia di riforme si otterrà un miglioramento del tenore di vita e l’economia italiana ne uscirà rafforzata e più dinamica“.

Per riportare il rapporto tra debito pubblico e PIL verso una traiettoria discendente a medio termine, secondo quanto riportato dal rapporto OCSE, sarà fondamentale non solo il mantenimento della consolidazione fiscale ma anche focalizzare le manovre di bilancio su tagli permanenti della spesa per evitare un ulteriore aumento di livelli impositivi già elevati. A tutto questo si dovrebbe aggiungere l’avvio di una ristrutturazione del sistema tributario per ridurre le spese fiscali inefficienti e rendere il rispetto degli obblighi più facile e meno costoso.

Il livello impositivo che grava sui lavoratori a basso reddito è più elevato che nella maggior parte dei paesi OCSE. La riduzione dell’aliquota fiscale del secondo percettore di reddito in un nucleo familiare consentirebbe di porre rimedio allo scarso tasso di partecipazione delle donne sul mercato del lavoro italiano.

La raccomandazione del rapporto al nuovo Governo è quella secondo cui il primo obiettivo deve essere l’attuazione completa delle recenti riforme, il monitoraggio del loro impatto e l’introduzione di miglioramenti, dove necessario. È inoltre urgente assicurarsi che la nuova autorità di regolazione dei trasporti venga istituita in tempi brevi e che l’autorità garante della concorrenza eserciti attivamente i suoi nuovi poteri.

L’OCSE raccomanda, inoltre, l’adozione di vari provvedimenti al fine di estendere la portata delle riforme, come rimuovere le restrizioni ancora esistenti che danneggiano la concorrenza nel settore dei servizi professionali e del commercio al dettaglio;rendere il mercato del lavoro più dinamico, fornendo un sostegno più attivo alla ricerca di lavoro e alla formazione, nonché assicurando una più ampia rete di protezione sociale; oppure promuovere un maggiore allineamento degli stipendi alla produttività, attraverso negoziati tra le parti sociali.

Oltre a questi suggerimenti, il rapporto sottolinea la necessità di misure destinate ad eliminare gli ostacoli potenziali che limitano l’applicazione efficace della legislazione e dei regolamenti, nonché l’attuazione di una maggiore semplificazione e trasparenza, un maggior uso di una gestione orientata ai risultati e la razionalizzazione dei procedimenti giudiziari.

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