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Apple lancia iBond, prima emissione di debito dal 1996

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lancia il suo primo bond in 17 anni. Ed è boom degli ordini: a fronte di un’offerta che – secondo indiscrezioni – è di 17 miliardi di dollari, Cupertino avrebbe già ricevuto ordini per 40-50 miliardi di dollari. Goldman Sachs e Deutsche Bank stanno curando il collocamento di quella che molti già ritengono la maggiore offerta della storia per una società non finanziaria: se infatti venderà 17 miliardi di dollari di debito supererà – in base ai dati di Dealogic – l’offerta da 16,5 miliardi di Roche Holdings nel febbraio 2009 e quella da 14,7 miliardi del novembre 2012 di AbbVie, le due maggiori nella storia americana. I fondi raccolti con l’emissione di debito, la prima dal 1996, saranno usati da per finanziare il piano di buyback e quello per la distribuzione dei dividendi, con i quali la società si è impegnata a restituire agli 100 miliardi di dollari entro il 2015.

Una decisione presa anche per sostenere il titolo in Borsa, sotto pressione da mesi: del calo recente delle azioni Apple ha approfittato il miliardario russo Alisher Usmanov, che ha comunicato oggi l’acquisto di titoli per 100 milioni di dollari. Con l’ Apple potrà contare su risorse senza rimpatriare la liquidità per oltre 100 miliardi di dollari che ha fuori dagli Stati Uniti e sulla quale si troverebbe a pagare delle imposte elevate in caso di rimpatrio di capitali.

L’emissione di Apple – in base alla documentazione depositata alla , l’equivalente della Consob in Italia – è strutturata in sei tranche, fra i tre e i 30 anni di maturazione. Il ritorno sul mercato del debito segna il riavvicinarsi di Apple a Wall Street: dallo sbarco in Borsa nel 1980 e dall’ultima emissione di bond nel 1996 Cupertino non ha quasi avuto bisogno dei suoi servizi. Pur avendo sposato un ex Goldman Sachs, a Steve Jobs infatti non sono mai piaciuti i banchieri e – secondo indiscrezioni – ha sempre preferito stringere accordi e portare avanti operazioni senza il loro aiuto.

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