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Ue: raggiunto l’accordo sugli open data

Open Data

Al passa la bozza di revisione della Direttiva sull’accesso alle informazioni nel settore pubblico. L’accordo tra i 27 paesi membri dell’Unione Europea, ancora in attesa della definitiva approvazione del Parlamento a Bruxelles, pone l’accento sulla disponibilità d’accesso degli relativi alle informazioni di musei, biblioteche e archivi, da parte di sviluppatori, aziende e privati cittadini ad un costo molto basso o in maniera gratuita.

Dopo due anni dalla presentazione della proposta della Commissione per la liberalizzazione dei dati, i paesi membri sembrano, quindi, aver trovato un accordo. A riferirlo è la vicepresidente della Commissione Europea, responsabile per l’innovazione digitale, Neelie Kroes secondo cui questa svolta potrà generare attività economiche “per decine di miliardi di euro ogni anno”. E su Twitter la Kroes conferma che “Sta arrivando un grande cambiamento culturale”, annunciando la ratificazione del nuovo pacchetto di regole entro le prossime settimane. Alle singole autorità nazionali, quindi, verrà chiesto di aggiornare i rispettivi impianti legislativi entro un tempo massimo di 18 mesi.

Secondo la proposta, il flusso di dati provenienti da musei, biblioteche e archivi sarà disponibile in modalità aperta e in formato digitale in moda da poter essere letti da qualsiasi tipo di dispositivo. I costi per l’accesso sembra non saranno del tutto gratuiti (soprattutto se quelli protetti dal diritto d’autore) e molto probabilmente saranno richiesti pagamenti (simbolici) per coprire i costi marginali derivanti dalla condivisione dei dati con il pubblico. Saranno messi a disposizione vari documenti tra cui cartine geografiche, dati sul traffico e informazioni di archivi che potranno essere riutilizzati per offrire nuovi servizi come sistemi di navigazione o di meteorologia più efficienti.

“Aprire i dati pubblici – ha continuato la Kroes – significa aprire opportunità di business, creare posti di lavoro e costruire comunità. L’accordo in Consiglio su questo cambio culturale è benvenuto”.

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  1. Ermanno

    11/04/2013 alle 13:30

    ok, il sapere va condiviso con tutti, possibilmente in maniera gratuita, es. Wikipedia

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