Market & Business

Australia: le grandi dell’IT accusate di prezzi troppo alti

apple australia

In conseguenza alla politica assunta da alcune delle più grandi aziende IT mondiali di aumentare i dei loro prodotti per il mercato australiano, l’Associazione australiana dei consumatori, Choice, ha invitato gli abitanti del proprio paese ad effettuare pratiche  volte ad eludere la tecnologia che permette ai colossi di IT di addebitare per i loro prodotti molto più alti rispetto a prodotti equivalenti in altri paesi.

L’Associazione ha pubblicato addirittura delle istruzioni per aiutare i consumatori ad aggirare il sistema di geo-blocking, che impedisce di comprare i prodotti identici ma meno cari, disponibili in altri paesi. Choice ha esaminato più di 200 prodotti tra hardware e software, inclusi  videogames, musica, film ed e-book e ha concluso che gli australiani pagano in media circa il 50% in più, con punte fino al 70% rispetto alla media degli altri paesi mondiali.

I rappresentanti di tre delle compagnie sotto accusa, , e Adobe, hanno testimoniato davanti a una commissione del parlamento australiano per spiegare le motivazioni che portano i loro prezzi ad essere più alti rispetto ad altri mercati. Una delle ragioni avanzate dalle compagnie per spiegare le differenze di prezzo è che esse mantengono siti web e server separati per gli utenti australiani, e che i costi locali sono più alti.

Tony King, vicepresidente della Apple per , Nuova Zelanda e Asia meridionale, ha inoltre dichiarato che Apple adegua i suoi prezzi in base alle condizioni dei vari mercati e alla logistica necessaria per portare i suoi prodotti su quegli stessi mercati, aggiungendo che i prezzi sono assolutamente in linea con quelli praticati da altri produttori. Il prezzo dei contenuti digitali (musica, film e show televisivi), invece, sono il risultato di negoziazioni con etichette discografiche, le case di distribuzione cinematografiche e gli studi televisivi che, stando a quanto afferma King, in impongono prezzi più alti rispetto agli USA.

Quanto accade in Australia non è un caso isolato. Anche in Europa (e quindi anche in Italia) i prodotti Apple e di altre realtà della tecnologia sono molto più alte che negli USA e in altri paesi. Anche per il nostro mercato le risposte hanno puntato sulla logistica, sulla localizzazione, le condizioni del mercato, e anche sulla legge sul lavoro e le tasse.

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