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Rapporto Assinform 2013: in Italia boom di smartphone e tablet, male il settore IT

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L’economia digitale globale è cresciuta del 5,2% nel 2012, mentre l’Italia è scesa dell’1,8%. È lo scenario a due velocità tracciato da (Confindustria) nel rapporto di fine anno, che ha visto scendere del 4% i settori tradizionali dell’informatica e del 3,5% le telecomunicazioni. Al contrario, sono cresciuti a due cifre i settori legati al web e al mobile (tablet +69% e smartphone +38,9%), mentre per il 2013 è previsto un calo globale del 3,6% e del 5,8% per l’Italia.

Secondo il rapporto Assinform internet: “Anche in Italia la pressione dell’evoluzione tecnologica sta producendo effetti positivi sui segmenti più legati al web e al mobile” spiega Paolo Angelucci, presidente dell’Associazione nazionale delle imprese IT “Sviluppo dei contenuti digitali e della pubblicità on line, del segmento software e nuove soluzioni ICT, della musica e dell’editoria online, il boom di smartphone, eReader e tablet e dei servizi innovativi a essi associati, dimostrano che questi segmenti non solo non risentono della crisi, ma sono già dentro l’economia italiana, crescendo mediamente del 7,5% e contribuendo a significative trasformazioni nei modelli di consumo e di business.

Assinform tuttavia indica un “contesto nazionale ancora poco sensibile all’innovazione, in cui per un’impresa ogni nuovo investimento rappresenta un vero e proprio azzardo, in modo che le best practice rimangono fenomeni isolati e non acquisiscono la dimensione necessaria a incidere sui trend negativi e a compensare la crisi dell’IT tradizionale“. L’Italia, in altre parole, vive un “ritardo dell’economia digitale“, che le impedisce di compensare il “continuo calo di fatturato del settore dell’informatica tradizionale, che rappresenta ancora la quota preponderante del mercato”, secondo quanto riferito da Paolo Angelucci, presidente di Assinform.

“In assenza di interventi specifici tesi a cambiare questi trend – ha continuato Angelucci – le stime per il 2013 non possono non essere segnate da un profondo pessimismo: ci attendiamo, infatti, un’ulteriore discesa del Global Digital Market del -3,6%, con l’It tradizionale in caduta libera a -5,8%, fatto che avrà pesanti ricadute soprattutto sull’occupazione essendo un settore labour intensive che attualmente impiega circa 400 mila addetti. Se, al contrario, si darà avvio a un vero cambiamento del quadro di riferimento, introducendo elementi di correzione degli assetti attuali , fra i quali una forte accelerazione per il raggiungimento degli obiettivi dell’Agenda Digitale, portando il suo braccio operativo, l’Agenzia per l’Italia Digitale sotto la massima responsabilità politica, ovvero Palazzo Chigi; rendere il credito di imposta per la ricerca e l’innovazione una misura strutturale; dare una rapida ed equa soluzione al grave problema dei debiti della PA verso le imprese, aprire linee di finanziamento alle aziende che investono in innovazione, allora si potrà iniziare a vedere una luce in fondo al tunnel della crisi e l’inizio di un’inversione di tendenza del GDM, che stimiamo potrà attestarsi a -1,5%” .

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