Letti da fuori

Le necessarie bugie sulla privacy per Facebook

Le necessarie bugie sulla privacy per Facebook

Dunque, facciamo il punto: visto che sono per ora single, su ho un problema. No, non solo i rompiscatole che cercano di attaccare bottone in chat usando quella che loro credono la tattica di abbordaggio più originale del mondo, ovvero: «Ma dài, una bella donna come te single? Come mai????». No, il problema dei single dichiarati su Facebook sono gli avvisi pubblicitari.

Ora, Facebook, lo so che è difficile da credere, ma, pur essendo single, non ho voglia di andare in vacanza in una crociera per single, né di iscrivermi ad sito di una agenzia matrimoniale che mi garantisce di trovare “l’uomo della mia vita” o – in subordine,  immagino – “un uomo interessato ad una relazione seria” (che è curiosa come impostazione pubblicitaria: sembra sottintenda: tesoro, ormai quelli che volevano portati a letto li hai provati tutti e li trovi da sola, da noi trovi quelli che tu scarteresti a priori, però alla fine ti sposano).

fb115Ora, ragionandoci bene, Facebook qualche mezzo semplice per cercare di risolvere il problema ce lo fornisce. In maniera indiretta, diciamo più che altro giocando sulla psicologia spicciola. E cioè, detto in soldoni, mentendo.
 Con Facebook, in sostanza, bisogna un po’ comportarsi sempre come se si fosse in terza media: avete presente quando, dal momento che non vi filava nessuno, vi inventavate qualche inesistente filarino? Ecco, uguale. Quindi la single su Facebook si inventa un moroso fittizio. Ma attenzione, anche qua bisogna farlo bene. Basta mica cambiare lo status da “single” ad “impegnato”, sennò prima di tutto vi arrivano cinquantamila notifiche degli amici che vogliono sapere chi è il nuovo acquisto e poi da Palo Alto cominciano a bersagliarvi di pubblicità sulle crociere per coppie e gli anelli di fidanzamento.

No, la soluzione è scegliere una delle voci tipo “ha una relazione complicata”. Quello, fidatevi, è il vero jolly: nessuno degli amici si azzarda a chiedere nulla, perché ha paura di farvi scoppiare in lacrime per un amore infelice; gli annunci pubblicitari non sanno esattamente cosa inviarvi, perché non siete single ma non siete forse una coppia, e insomma boh, si rischia di far macelli. E’ poi uno straordinario pretesto per stroncare i rompiscatole in chat, perché se il chattatore ti piace, puoi sempre dire che la relazione c’era ma è talmente complicata che ne vuoi uscire, se invece è proprio solo un rompiscatole puoi stroncarlo chiarendo che la relazione è complicata ma comunque esiste, e quindi pussa via!

L’alternativa è quella di scegliere fra gli amici di Fb quello alto un metro e novanta, con il fisico da lottatore di wrestling, che nella descrizione di sé ha scritto “quando mi arrabbio spacco tutto!” e iscriverlo come “fratello” nella sezione familiari. Gli avvisi pubblicitari arriveranno lo stesso, ma di solito i rompiscatole in chat saranno molto più accorti ad importunarvi. Chissà come mai.

Mariangela Vaglio

Insegnante, Blogger e Giornalista, Mariangela Vaglio è nota in rete come “Galatea”. Nel suo blog riflette su costumi, abitudini, vizi e virtù degli italiani in rete. Lo stesso fa per TechEconomy.

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6 commenti

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6 Comments

  1. federica

    21/03/2013 alle 09:20

    Gentile Mariangela,

    capisco il tuo disagio e per questo volevo condividere con te una simile esperienza devastante. Pure essendo sposata, infatti, ho vissuto momenti di autentica sofferenza per colpa della pubblicità su Facebook, quando pochi minuti dopo avere pubblicato un mio primo piano, mi è comparsa a lato la pubblicità di un centro di chirurgia estetica laser. Ecco, non è stato un bel momento per la mia autostima. Insomma, se sei single ti vogliono sistemare, se sei sposata ti vogliono chirurgizzare. Con Stima e Comprensione, Federica

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