#EpicFail

Canadian Screen Award e il tunnel spazio-temporale su Twitter

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4 marzo 2013: i telespettatori canadesi sono tutti invitati a sedersi di fronte al piccolo schermo per la grande cerimonia di consegna dei Canadian Screen Awards, il corrispettivo locale dei nostrani Telegatti. Come ogni grande evento televisivo che si rispetti, l’evento è stato notiziato in lungo e in largo e organizzato fin nei minimi dettagli.

E come poteva mancare anche un bell’hashtag ufficiale, per stimolare la discussione su Twitter? Così, eccolo qui: #CdnScreenAwards. Tutto pronto, quindi: ospiti, premi, hashtag e nomination. Sul palco, in veste di conduttore della serata, c’è Martin Short, attore e produttore amatissimo dal pubblico canadese.

Pronti, partenza, via: si accendono le luci della ribalta, comincia la serata e si comincia anche a twittare, commentando questo o quell’ospite. Ma qualcosa non torna e il pubblico da casa fatica a capire costa stia succedendo in realtà in sala.

Il motivo è semplice: la trasmissione ha una differita di circa 30 minuti. Una precauzione, scrive William Wolfe-Wylie, presa dalla CBC “che a quanto pare era convinta che Martin Short avrebbe potuto dire qualcosa di talmente inappropriato da non poter essere censurato in tempo reale”. Oppure, ironizza ancora Wolfe-Wylie, CBC stava trasmettendo dall’era pre-Internet.

Infatti, il “pubblico twittante” si divide tra coloro che sono fisicamente presenti in sala, e quindi vedevano e commentavano gli avvenimenti in tempo reale, e quelli che invece seguivano la trasmissione da casa, in tv. Peccato solo che i tweet, raccolti sotto un unico hashtag finiscano tutti insieme, alimentando la perplessità dei telespettatori che leggono su Twitter i nomi dei vari vincitori mezz’ora prima che venissero annunciati. Un paradosso temporale che lascia perplessi gli utenti:

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[A quanto pare questi awards sono sia sul nostro fuso che 30 minuti indietro oppure non ne ho idea – Qualcuno piò spiegarmi il senso di mandare in onda uno show un’ora dopo che è già tutto su Twitter? – Mi sbaglio o questi awards sono in differita? Pivelli.]

Quella della differita è una questione che non rientra nella sfera del social media management dei CdnScreenAwards. Decidere tempi e modi della trasmissione di un evento televisivo spetta sicuramente ai broadcaster, ma fare in modo che la conversazione sia fluida su ogni media su cui si decide di comunicare quello sì, quello è anche un compito del social media manager.

È lecito pensare che ci sia stato un problema di comunicazione ai vertici: cioè che, incredibilmente, ai social media manager non fosse stato comunicata la faccenda della differita? Improbabile, ma tutto sommato possibile.

Altrettanto possibile è l’ipotesi che, semplicemente, nessuno si sia posto il problema: oggi tutti i grandi eventi hanno un hashtag ufficiale su Twitter, come potevano essere da meno i ? Il problema è che la comunicazione sui social media non può essere applicata a compartimenti stagni: l’idea del “one size fits all” è il rischio più grande che ci si possa accollare quando si decide di comunicare qualcosa sui social media.

Lo dice bene, ancora una volta, Wolfe-Wylie:

“Nell’era degli smartphone permanentemente connessi, di Facebook, Twitter, delle GIF istantanee, condividere è il punto chiave delle trasmissioni live. Non capire questa dinamica ha dato l’idea che la CBC stesse trasmettendo per un pubblico del 1995, non del 2013”.

Lesson Learned: Prima di lanciarti nella campagna del secolo, fai un passo indietro e considera la situazione nella sua interezza. Sei sicuro che quello che hai visto fare dagli alti sia la strategia giusta anche per te?

Valentina Spotti

Valentina Spotti

Nasce nel 1984 e vede per la prima volta una pagina web sul finire degli anni Novanta: ci rimane male perché si immaginava chissà cosa. Poi vennero i blog, YouTube e i social network, e nel 2009 una tesi sulla costruzione della reputazione in Rete la porta alla laurea in Scienze della Comunicazione. Per un certo periodo si è occupata di Media Education in quel di Bruxelles, poi è tornata a Milano ed è diventata web editor.

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  1. jcpenney evening dress

    19/05/2013 alle 07:41

    Lol, sehr gut. Komme nun oefters.

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