Slow Economy, Slow Tech

OK, il prezzo è giusto (forse)

Usiamo solo il 74% della velocità reale della connessione

Può stupire, ma a 15 anni dalla liberalizzazione del settore delle telecomunicazioni, la redditività degli operatori appare ancora fortemente dipendente da decisioni di natura regolamentare, con  ricadute dirette sulle scelte di investimento e, in definitiva, la capacità stessa di ammodernamento dell’infrastruttura strategica per lo sviluppo digitale del Paese.

Nell’ultimo mese l’ ha preso due decisioni importanti: la prima riguarda i prezzi dei servizi all’ingrosso per la rete fissa di nuova generazione; la seconda una consultazione sul prezzo dei servizi all’ingrosso dell’accesso in rame (la rete attuale).

Riguardo al primo punto, i prezzi del canone per accedere ai servizi all’ingrosso di Telecom Italia variano da 21,51 €/mese (FTTC senza voce, per servizi fino a 30 Mbps) a 24,9 €/mese (FTTH, servizi fino a 100 Mbps), al quale si aggiunge l’importante riduzione del prezzo del verticale di palazzo, che viene fissato in 5,96 €/mese (si applica ovviamente alle soluzioni FTTH).

Il secondo punto è proprio relativo al canone per l’accesso alla rete in rame, che dovrà essere compreso tra l’attuale 9,25 €/mese e il 8,62 €/mese (che era il valore del 2010…).

Qualche considerazione per capire meglio perché questi valori sono strettamente legati tra di loro e cosa ci dobbiamo aspettare.

  • 1 euro al mese. Una differenza sul canone rame di 1 euro al mese può sembrare poco, ma moltiplicato per oltre 7 milioni di accessi utilizzati dagli operatori alternativi e proiettando il tutto nel tempo, i valori diventano interessanti. Allo stesso tempo, questo differenziale incide sul valore complessivo della rete in rame (oltre 20 milioni di accessi), che è l’asset che è oggetto delle valutazioni dell’eventuale scorporo della rete Telecom Italia.
  • Sconto. Per quanto riguarda le condizioni di accesso alla rete in fibra, a fronte delle richieste iniziali di Telecom Italia, sono stati apportati dei tagli dal 31% al 37%, con “riserva di procedere ad ulteriori revisioni nel concorso dell’anno”, sulla base dell’evoluzione delle analisi di mercato in corso. Si può immaginare l’effetto su chi deve decidere l’investimento nella nuova rete;
  • FTTH?. Mentre l’offerta VULA FTTC si svilupperà nei prossimi due anni fino a raggiungere 100 città, come noto Telecom Italia è coinvolta in progetti FTTH solo a Milano e a Trento (in joint venture) e quindi l’offerta all’ingrosso FTTH destinata a rimanere di fatto un esercizio di stile…
  • Fasce prestazionali. Per effetto delle diverse tecnologie utilizzate i tagli di banda in download sono 10-30-100 Mbps (nell’ultimo caso si tratta di 100 in download e 10 in upload, che è poi l’offerta oggi proposta sul mercato da Fastweb). Ecco quindi i tagli di offerta che ci troveremo sul mercato finale. Per il prezzo, scegliete pure un equo margine;

Sarebbe naturalmente utile e interessante esaminare nel dettaglio il processo di valutazione dei costi, ma è chiaro che su una materia come questa gli aspetti presi in considerazione sono molteplici, non ultimo i prezzi dei servizi al dettaglio che sono stati proposti dagli operatori in questa prima fase.

Stupisce infine che non si parli più, per ora, delle inevitabili differenze territoriali per la realizzazione delle nuovi reti (perlomeno nel caso delle reti FTTH).

A breve le prossime puntate. Con o senza Governo.

Cristoforo Morandini

Cristoforo Morandini

Cristoforo Morandini lavora da oltre 20 anni nel settore dell’ICT, analista per professione, studia le trasformazioni digitali per passione. Laureato in Discipline Economiche e Sociali, dopo un’esperienza accademica entra nella consulenza marketing e strategica, prima nel settore informatico e successivamente nelle telecomunicazioni. Ha creato e dirige l’Osservatorio Banda Larga, che dal 2000 analizza gli scenari regolamentari, tecnologici e di mercato alla base della convergenza multimediale. Advisor in operazioni di
M&A.

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