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La UE boccia l’Agcom sulle tariffe di terminazione: troppo alte

agcom

La Commissione europea ha bloccato la proposta dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni sulle perchè sarebbero “nettamente più alte rispetto a quelle di qualsiasi altro Paese “. Ciò avrebbe “un impatto negativo sui consumatori in Italia e sugli operatori di altri Stati membri“.
Si tratta di livelli che, secondo la commissaria Ue all’agenda digitale Neelie Kroes, destano “preoccupazione riguardo alla sua conformità con l’obbligo del garante di fissare tariffe che riflettano costi efficienti per i servizi di terminazione“. L’obiettivo dell’esecutivo Ue è invece quello di “garantire che le tariffe di terminazione regolamentate siano ridotte arrivando a livelli simili in tutti gli Stati membri senza inutili ritardi”.

I dubbi della Commissione, spiega la nota dell’, riguardano il provvedimento che stabilisce le tariffe dei servizi di interconnessione su rete fissa in modalità IP (internet protocol), notificato il 7 gennaio 2013. “In particolare, le osservazioni riguardano il percorso di discesa dei prezzi (glide path) previsto per il prezzo dei servizi di terminazione vocale in modalità IP“.  L’Agcom, infatti, prevedeva uuna riduzione delle tariffe di terminazione da 0,272 centesimi di euro/minuto nel 2012 a 0,043 centesimi di euro/minuto nel 2015 ma le tariffe per il 2013 e 2014 sono state ritenute troppo alte. Invece, il prezzo relativo al 2015, rende noto l’Agcom, “ammonta alla metà della tariffa approvata in Francia e a circa il 60% di quella approvata in Irlanda“.

La lettera della Commissione determina, com’è prassi, l’apertura di una successiva fase di scrutinio europeo del caso, della durata di tre mesi (la cosiddetta Fase II), che vede coinvolte la Commissione stessa, l’Autorità e il BEREC, l’organizzazione dei regolatori europei delle tlc.
All’apertura della Fase II – precisa il Garante – seguirà, entro sei settimane, l’adozione da parte del BEREC di un parere circa la fondatezza delle osservazioni mosse dalla Commissione e, nel caso in cui il BEREC condivida le posizioni della Commissione, una fase di cooperazione tra Commissione, Autorità e BEREC stesso, ai fini dell’individuazione delle misure regolamentari più idonee.

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