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Shirlene Chandrapal (Smartclip): “Lo spettatore è in modalità “non lineare”

Shirlene  Chandrapal

Shirlene Chandrapal dal 2011 è in come Vice Presidente Connected .

La cornice nera di spessore più o meno considerevole che ci troviamo in salotto, non è più da lungo tempo l’unico posto dove avviene la fruizione di contenuti video. E fin qui, ci siamo.
Che quello non sia più l’unico schermo che consultiamo mentre scorrono le immagini, comincia a diventare un dato di fatto.  Che lo spettatore non stia più solo sdraiato sul sofa, ma si muova in continuazione portandosi i propri contenuti preferiti appresso, sui device più disparati, pure.
In che modo editori ed inserzionisti possano raggiungerlo nei posti dove si muove, è compito di aziende specifiche. Smartclip si occupa di questo. Nato in Germania,  è uno dei principali Video Ad Network a livello europeo, e ha come interlocutori i proprietari di contenuti che vogliono veicolare i loro prodotti o brand in tutti i modi che il formato video su web contempla.

Shirlene Chandrapal dal 2011 è in Smartclip come Vice Presidente Connected Tv: “Uno dei ruoli più interessanti poiché ci sono molte opportunità per creare la nuova TV del futuro e sento la stessa eccitazione dei primi giorni in cui si parlava di Internet” racconta. L’incontro con il web nel 1997, molti ruoli nel marketing, vendite e commerciale e la chiamata nel 2008 da parte del responsabile commerciale di Yahoo! Connected TV per entrare a far parte della sua squadra.

David Nahmani, nell’ambito dello scorso forum, ha raccontato che il 40% di chi ha smartphone e tablet in Usa, li usa mentre guarda la tv: solo il 26% però cerca info in merito a quello che sta guardando. E gli altri? Come si può attrarre la loro attenzione?

Creando proprio quei contenuti capaci proprio di sollecitare la loro attenzione! Siamo ancora agli albori da questo punto di vista ma ci sono molte opportunità per chi vuole proporre contenuti interessanti per i diversi spettatori. Nello stesso tempo stiamo assistendo ad una “normalizzazione” di un fenomeno che vede la progressiva diffusione dell’uso simultaneo di Internet e TV. Infatti, da una recente indagine condotta da Smartclip in Germania, è emerso che circa due terzi delle persone usano frequentemente internet mentre guardano la TV per condividere commenti e scambiarsi e-mail. L’aspetto social è sicuramente la parte più interessante per i media televisivi e produttori di contenuti per le TV poiché sostiene la programmazione dei palinsesti. In futuro si diffonderanno sempre più applicazioni sincronizzate ai programmi televisivi che rafforzeranno la visione multi-tasking e on-demand degli utenti creando un vero e proprio ecosistema legato ad uno specifico contenuto: queste app sicuramente saranno da stimolo a cercare maggiori informazioni su quanto si sta guardando e favoriranno poi la condivisione sui social.

 C’è qualcosa, nell’interazione tra web e tv, che richiama alla struttura dei videogames?

Il mondo del “gaming” è molto popolare sulle Connected TV. Gli apparecchi televisivi diventano sempre più sofisticati: oggi è possibile giocare interagendo con la voce, con il corpo attraverso gesti che simulano l’azione reale o, addirittura, capaci di ricevere comandi come se stessimo usando una bacchetta magica. Pertanto l’esperienza diventa sempre più coinvolgente al punto che molti giochi attuali sono proposti per un vasto pubblico e non più solo per i giocatori più accaniti.

Le connected tv sono davvero il passo essenziale per la self determination del fruitore, quindi paradossalmente l’unico modo per riportare la tv alle persone?

Non direi che si tratta della soluzione definitiva per riportare le persone davanti alle TV – forse è più corretto dire che finalmente la TV si sta allineando  alle richieste della nuova generazione. Ci sono grandi aspettattive su quello che i nuovi device possono offrire e il mercato sta comprendendo le nuove opportunità della TV. La TV tradizionale e i buoni contenuti continueranno ad essere gli elementi importanti dell’industry  dell’intrattenimento, ma oggi ci sono nuovi modi per interagire e coinvolgere il pubblico. E siamo solo all’inizio.

In Italia la tradizione televisiva è ben radicata, e molto legata agli schemi classici del mezzo: che sfide si possono lanciare ad un mercato come il nostro?

La fruizione di programmi televisivi si sta spostando verso la cosiddetta modalità “non lineare”: in pratica le persone vogliono poter guardare il programma preferito quando vogliono e sul device preferito. I produttori di contenuti devono tener conto di questa evoluzione altrimenti perderanno questi utenti perché si sposteranno altrove. E’ simile al concetto di Internet: oggi voglio poter navigare o consultare la mail o i social network sempre, da qualsiasi strumento.

Temo più l’editore dello spettatore, infatti.

Le Connected TV rappresentano una grande chance tutti gli interlocutori che ruotano intorno la mondo della televisione. I brand possono, già oggi, creare siti internet ottimizzati per la fruizione in TV e ricevere le analisi di traffico nella stessa modalità in cui oggi ricevono i report dei siti tradizionali. Sempre dalla nostra ricerca condotta in Germania (che è il paese più avanzato in ambito Connected TV) è emerso che una delle attività più frequenti è la navigazione in rete. Il 48% delle persone intervistate ha dichiarato di consultare siti internet dalle Connected TV nonostante molti di questi siti non siano ottimizzati per la TV o non siano gestibili dal telecomando. Questo significa che i brand devono pensare alla realizzazione di siti adatti per lo schermo televisivo così come li hanno creati per smartphone e tablet. Un consiglio?  Farlo al più presto.

Le agenzie di media planning, da parte loro, devono iniziare a realizzare le opportunità che questa piattaforma offre e devono studiare le giuste strategie per raggiungere questo sofisticato target. E anche loro devono agire rapidamente: in alcuni centri media ci sono già specialisti dedicati a pianificare solo sulle Connected TV. Questo significa che i brand stanno chiedendo pianificazioni mirate per questo nuovo mezzo perché ne comprendono l’importanza.

Modello interrogazione: differenze tra web tv  e connected tv

La Web TV è essenzialmente una tv con contenuti appositamente sviluppati per fruizione via Internet: qualcosa che si può vedere da pc, tablet etc. La Connected TV, o Smart TV, (da non confondere con IPTV o Internet TV) è l’integrazione di Internet e delle funzioni web 2.0 nella TV. Attualmente i contenuti sulle Connected TV sono presentati come applicazioni poiché sono più facilmente gestibili da un normale telecomando e ve ne sono di svariate che ormai hanno iniziato ad erodere tempo e attenzione degli utenti dalla TV “normale”: film, servizi di streaming, notizie, giochi, musica, lifestyle, salute, fitness etc. Le Connected TV sono un ecosistema che integra tutte le funzionalità e le caratteristiche di Internet e rappresentano una nuova piattaforma pubblicitaria per quei brand che vogliono raggiungere una audience con un’elevata capacità di spesa, tecnologicamente preparata e predisposta a queste nuove tecnologie.

E qui intervenite voi: quali le regole imprescindibili per la soddisfazione del cliente?

Smartclip è una piattaforma globale per brand e video advertising multi-screen, parte di Adconion Media Group, ed è in grado di elaborare e distribuire formati di video advertising per ogni tipo di device mobile: smartphone, tablet, console di giochi, set-top box e Connected TV (oltre  che per pc e laptop). Siamo partner  di inserzionisti e agenzie, locali ed internazionali, per identificare le migliori strategie per raggiungere i target di riferimento: da pianificazioni pan-europee a soluzioni mirate per un mercato locale. Tutte le pianificazioni sono personalizzate per gli obiettivi dell’inserzionista. Giusto un esempio: proprio in Italia è stato recentemente annunciato un accordo con iLMeteo.it attraverso il quale Smartclip gestirà l’inventory video di tutte le app del più popolare sito di informazione meteorologica. Per loro, in specifiche circostanze, attiviamo il  “meteo-geo-targeting” con cui è possibile veicolare messaggi video a gruppi di utenti collocati in aree geografiche raggiunte da una specifica situazione meteo (neve, pioggia, vento, sole).

Donne e it: differenze di genere? sono un settore che aiuta la preofessionalità femminile ad emergere e affermarsi?

Il mondo della tecnologia è prevalentemente un ambiente maschile e confermo che ci sono differenze di genere per alcuni aspetti, come in tutto del resto. Ma, in base alla mia esperienza, finora non ho riscontrato atteggiamenti ostili. Io ho sempre avuto una passione per la tecnologia e credo che se lavori con impegno, impari con curiosità ed entusiasmo, puoi andare lontano in ogni settore. Ho studiato ingegneria, quindi ho sempre frequentato ambienti maschili: è la normalità per me. Resta però il fatto che sarebbe opportuno vedere più donne in ambito tecnologico e a ricoprire posizioni ad alti livelli.

Diletta Parlangeli

E’ giornalista professionista, redattrice del quotidiano DNews dove si occupa di Cultura e Spettacoli. È appassionata della rete e delle sue dinamiche e scrive anche di tecnologia. Collabora con il Corriere Fiorentino e L’Espresso. Il suo blog è Diparipasso.

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