Tecno Eresie

Effetto Depardieu

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Come al solito, fatti importanti, vengono etichettati come folclore, come cose strane fatte da gente strana che ha l’unico obiettivo di fare sempre e soltanto i propri interessi. Ma è così? E’ solo una caso di folclore a cui non vale la pena di dedicare qualche ragionamento che vada al di là del disprezzo e dell’ironia? Non dobbiamo preoccuparci di questo fenomeno? Siamo proprio sicuri?
Vuoi vedere che invece siamo davanti al tanto citato ed evocato effetto farfalla (raccontato come al solito nei convegni per far vedere quanto siamo bravi) e giriamo la testa ed i pensieri da un’altra parte (e vedrete che tra 5 anni tutti lo citeranno e diranno, lo avevo detto – mantra riconosciuto per gli sfigati).

Innanzitutto cos’è l’effetto farfalla. Gli esperti della teoria del caos si inventarono (dimostrando di conoscere bene anche il marketing) una metafora “poetica”per spiegare di cosa si occupavano: “Il battito d’ali di una farfalla nel Mexico può provocare un tornado nel Texas tra un mese”. A parte i riferimenti geografici e la temporalità sempre diversi, ma tant’è; il significato non è così difficile da capire e da immaginare anche per noi uomini di strada. Piccoli effetti, trascurati, possono provocare grandi cambiamenti nel tempo. Ne abbiamo evidenza tutti i giorni, soprattutto nelle cose che hanno a che fare con le relazioni sociali e con i comportamenti. Che c’entra tutto questo con Depardieu? Un attimo, procediamo con calma. Vediamo.

Circa trent’anni fa ci fu qualcuno che cominciò ad andare a produrre in Cina. L’atteggiamento degli “altri” era di scherno e ironia. Tornerete a casa con le pive nel sacco, vuoi mettere la nostra produzione, la qualità con cui gestiamo i nostri processi aziendali di produzione? Potranno mai produrre “scarpe” come le nostre? e che dire dei prodotti di alta moda del famoso “made in Italy”? mai e poi mai!
L’esperienza non si inventa non si trasferisce, ci vorranno centinaia di anni dicevano e ripetevano in continuazione. I piccoli hanno aperto la breccia e poi… Sappiamo tutti com’è andata. La produzione di beni è ormai monopolio della Cina alla faccia dell’esperienza e della qualità occidentale ritenuta irraggiungibile. Cina? o forse Vietnam, Cambogia? o…, a questo punto che importa!

Scherno ed ironia era l’atteggiamento dei benpensanti verso i primi imprenditori che spostarono le produzioni in Cina. Scherno ed ironia l’atteggiamento dei benpensanti verso Depardieu. E se Depardieu fosse l’effetto farfalla del risparmio? Uno è andato ed accolto con grandi onori dalla
Russia. Presto arriverà il secondo e poi il terzo e così via. Quanto impiegheranno altri risparmiatori a seguirlo? Pronto a scommettere che l’elenco a breve sarà lunghissimo. Portare i risparmi fuori in completa legalità è garantita (le banche russe non hanno certo le limitazioni delle banche svizzere, la burocrazia sovietica non ha certo i vincoli di quella svizzera). Una piccola tassa, che volete che sia il 13%. E mano a mano il valore minimo si abbasserà. Oggi arriveranno in Russia i VIP con risparmi da qualche decina di milioni di euro, poi seguiranno “i normali” quelli che hanno da parte almeno un milione e poi si arriverà a quelli “comuni” che sposteranno i risparmi di una vita (100 mila euro) mettendoli al sicuro. Tutti per scappare da un sistema che non protegge assolutamente il risparmio.

Qualcuno si ricorda del prelievo forzato di Amato in Italia? Ogni volta che in Italia si presentano i dati del debito, subito qualche economista di grido (quelli non mancano mai) dice che se considerassimo i risparmi il nostro debito sarebbe una “sciocchezza”. Un fenomeno gestibile ed è proprio questo risparmio che ci dà garanzie di avere un futuro. La ricchezza personale in pratica quasi bilancia il debito dello stato nel suo complesso. Ma fino a quando? La Russia rischia di diventare la Cina del risparmio. In una democrazia occidentale ed europea in particolare che fa fatica ad essere rappresentata e, soprattutto, a far sentire la propria voce se non quella di “vaghe” minacce di embarghi di varia natura; quale embargo si inventerà verso la Russia dove certamente non mancano le materie prime e le risorse necessarie per contrastare qualunque tipo di misura coercitiva o, meglio, pseudo coercitiva?

Difficile da fare? Finita l’epoca degli “spalloni”, quelli che portavano fisicamente il denaro per esempio dall’Italia alla Svizzera, adesso grazie alla tecnologia ci vuole veramente poco ed è tutto legale. E poi si dice che la tecnologia non serve o non viene impiegata adeguatamente o che non permette il cambiamento!

A proposito avvertire i vari Rossi, Capirossi, Del Vecchio, Ornella Muti e tanti altri che si sono fatti “beccare”, adesso c’è un’altra possibilità.

Beppe Carrella

Beppe Carrella

Ha ricoperto nel passato incarichi di crescente responsabilità in grandi aziende sia in Italia sia all’estero (TSF, Aspasiel, Finivest, Emi/Virgin, Ebiscom, Price Waterhouse). È stato docente di Informatica e Tecnologie Multimediali presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano , Federico II di Napoli e Luiss di Roma, visiting professor al MIT di Boston. Scrive su alcuni giornali e autore di qualche libro (nessuno di questi è mai diventato un best seller). Attualmente cerca di far decollare una propria iniziativa imprenditoriale.

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