Analogical side

Signore Pietà! Per le tue pecorelle digitali nei pascoli dei Social

Kyrie

Di fronte ad alcuni comportamenti degli abitanti della Rete, a vecchie abitudini e a nuovi  vizietti, ho pensato che pure le pecorelle digitali, tra le quali si aggira “con paterna sollecitudine” anche @Pontifex, meritano di essere affidate alla pietà celeste.

Antefatto: la cuginetta con le visioni.

Uno dei miei zii aveva l’abitudine, quando si aggirava sopra pensiero per i grandi spazi nella casa di campagna di mio nonno, di esplodere con voce tonante in un improvviso “Κύριε ἐλέησον!” (Signore pietà!). “Pietà per chi?” s’informava severa la moglie. La risposta non la soddisfaceva mai perché, a suo avviso, il Padreterno non doveva essere disturbato delle “futilità” proposte da mio zio: pietà per l’orto rovinato dalla grandine, per la cartella delle tasse del vicino, per la zitellagine di una parente. Mio zio non se ne dava per inteso e invitava noi nipoti a contribuire all’elenco delle situazioni da affidare alla Superiore Pietà e, quindi, a un sottinteso provvidenziale intervento. Io, che avevo 8 anni all’epoca, posi il problema dell’otite di Ebe, cane da caccia di famiglia. Zia Franca inorridì: “…adesso, pure i cani?!”. Zio replicò che Ebe era creatura del Signore anch’essa, e riprese la litania, simulando anche l’organo d’accompagno. A quel punto mia cugina Antonella, di sei anni, avanzò la richiesta di guarigione per la bambola ammalata. “Adesso basta!” sibilò mia zia. Ma Antonella tenne il punto e minacciò un capriccio “che mi rotolo per terra e mi sporco tutta!”. E aggiunse “o glielo chiedete voi oppure glielo dico io, ché tanto… IO LO VEDO, IO!”. Era troppo per mia zia che espresse tutto il suo sdegno al marito perché “li stai diseducando a essere timorati di Dio. Si inventano queste orribili bugie,… farneticano!”. Lui, imperturbabile: “ E chi ti dice, cara, che non siamo alla vigilia di una nuova Fatima?!” Zia Franca uscì, facendo vibrare l’infisso.

In Rete siamo esattamente come off line.

Non è che quando indossiamo l’identità digitale subentri automaticamente un processo di catarsi. Sicuramente tendiamo a venderci meglio, facilitati da una tecnologia che può aiutarci molto a essere più “belli fuori”, ma la bellezza interiore, propinata ed esibita sui Social, è destinata a liquefarsi se esposta alla luce del faccia a faccia. Così, guardando alle nostre debolezze quotidiane sulla Rete, mi sento di riprendere l’antica litania del “Κύριε ἐλέησον!”, certo della solidarietà dello zio nel frattempo transitato lassù. E allora:
Signore Pietà:

  • per tutti quelli che nella “bio” si attribuiscono (e con orgoglio!) forme varie di confusione mentale, ma hanno le idee chiarissime invece su cosa debba fare il papa su Twitter e s’innervosiscono perché @Pontifex non gli risponde
  • per quei “duri e puri” dei Social Media che fanno le pulci al “diversamente digitale” Mario Monti mentre lui, con una manciata di tweet, è rimbalzato su tutti i Mass Media nazionali e internazionali
  • per gli innovatori che vogliono fermamente opendata, opengov, openscuola, openqualsiasicosa, ma aprono con difficoltà la porta di casa
  • per i manager ai quali hai dato generosamente due mani, due orecchie, due occhi, e qualche oscuro orifizio, ma non sufficienti per i tanti devicies con relative cuffiette…
  • per i nerd che ricordano a memoria i Pin, i Puk, gli ID, gli Ip, gli IT, le password, gli username, i nickname, le Keyword, gli hashtag, ma sobbalzano… se gli chiedi come si chiamano

#Water Ve lo diciamo nella lingua di Twitter. Si fa qua dentro, chiaro? Grazie!

  • per quelli di Twitter che mettono l’hashtag perfino sul water, perché si sappia che è il posto ufficiale per fare la pipì
  • per quei blogger che si scrivono i commenti da soli, facendo errori volontari perché i commenti sembrino più veri (come se non bastassero quelli che gli vengono naturali
  • per quelli che comprano i follower per poi bannarli con enfasi e sdegno
  • per quelli che fanno il check-in su Foursquare ogni volta che cambiano stanza e ti fanno sapere che sono diventatI “Major della casa” (quella loro!)
  • per il pubblicitario, specializzato in Web Advertising, che alla cassiera del supermercato (“Card o Cash?”) ha risposto “…non si può fare Pay per Click?”
  • per quelli che si fidanzano opt-in (lui/lei lo sa), ma fanno la coppia aperta con nickname diversi
  • per quelli che si fidanzano opt-out (lui/lei non lo sa) e non fanno proprio coppia
  • per quelli che hanno una fidanzata in ogni Social, un’amante in ogni bacheca, e solo Youporn la sera a tenergli compagnia
  • per quelli che si fotoshoppano e che quando vanno su Skype c’hanno, sempre, la webcam “che fino a un attimo fa, mi funzionava…”

  • per Sem e Seo che si rifiutano di fare ricerche sui motori se non gli si riconosce lo status di coppia di fatto (almeno)
  • per quelli che tutto ciò che sa di “virale”, fosse pure l’influenza, è comunque una festa e il contrario, invece, è sempre una tragedia
  • per i callcenteristi che inboundano la mattina, outboundano il pomeriggio, downlodano la sera. Ma vivono a casa della vecchia nonna che, ogni giorno, implacabile al momento della cena chiede: “Com’è ‘nnata oggi ar centralino?”
  • per quelle anime gemelle che hanno unito i rispettivi siti, ma poi si sono lasciati perché il PageRank era deludente e Web Analitics lo consigliava
  • per i Social Addict, i Social Manager, i Social Strategist, i Social Activist, i Social Consultant, i Social Advocate, i Social Media Mixer, i Social Evangelist, i Social Angel, i Social Archangel, i Social Cherubim, i Socialqualunquecosa che… nell’opinione del condominio sono però quelli che “c’hanno ‘n’età e ancora ‘n fanno ‘ncazzo”
  • per quelli che passano la giornata in pigiama perché non c’è ancora un’App che li vesta
  • per quelli che sentenziano su tutto, tanto in 140 caratteri non devi motivare

E, infine, Signore Pietà

  • per noi tutti “visitatori unici” che, al primo accesso, siamo accolti da applausi e già al secondo non contiamo più nulla

“Κύριε λέησον!” è un coro.

Nella logica associativa dell’amato (fu) zio Ernesto, ha più senso se condiviso e interagito a tante voci. Insomma in quello spirito, o più laicamente in ottica 2.0, sarebbe bello se ciascuno aggiungesse la sua d’invocazione, con un solo vincolo: che quelle che vengono “affidate” alla celeste pietà siano pecorelle digitali, più o meno smarrite. Per quelle analogiche, è tradizione.
 

Marco Stancati

Marco Stancati

Oggi consulente per la comunicazione d’impresa, formatore, curatore d’eventi. Ieri manager aziendale, docente alla Sapienza di Roma (comunicazione Interna e Pianificazione dei Media), direttore responsabile di periodici. Da sempre buon nuotatore, da otto anni plurinonno e discreto fotografo. Da analogico che vive quotidianamente la fantascienza del digitale, scrive di fenomeni coinvolgenti, di motivante umanità e di ordinaria disumanità.

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5 commenti

Commenti e reazioni su:

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5 Comments

  1. AlbertoS

    10/01/2013 alle 13:10

    Prof! Mi fa ridere troppo amaro, alcuni punti sono spietati. Spietatissimiiiiii!

  2. beatrice fazi

    10/01/2013 alle 19:27

    Quanto sei bravo!!! Hai colto come sempre il paradosso! Sei un genio! Ma anche un profeta!

  3. Evaporata

    10/01/2013 alle 20:06

    La triste realtà spiegata in modo ironico e comprensibilie. Mi stavo proprio chiedendo nel preciso istante in cui ho aperto il tuo blog se pubblicare o meno un post su quanto accaduto a me, ieri, su twitter. Mi ruga tanto stare ferma con le zampe, ma la mia metà nobile e altera mi suggerisce di soprassedere, non so che fare Prof. Mi servirebbe interloquire nell’immediato con te, ma non è possibile. Affidarmi al buonsenso personale (perciò mio) è lo stesso che sopra anche lui è schizofrenico. Che faccio? Difficile vivere in perenne stato di dissociazione mentale. Altroché Social network. 😀

  4. Massy Biagio

    11/01/2013 alle 20:31

    simpaticissima questa descrizione..

  5. Valentina Spotti

    Valentina Spotti (@ValentinaEsse)

    19/01/2013 alle 22:22

    Zio Ernesto santo subito. 🙂

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