Letti da fuori

Piccolo decalogo delle affermazioni su internet per i viaggi in treno

tablet

1) Falsi follower: Sì, ci sono. Sì, si possono comprare un tanto al chilo i siti che te li offrono anche a momenti con le offerte di Groupon. No, non servono a niente, se non a dire “Oh, io ho 100.000 followers su Twitter!” così il giornalista scemo ci casca, fa un pezzo sul suo giornale e il giorno dopo tutti su Twitter ti sgamano che sei uno pieno di falsi followers. E si ricomincia il giro.

2) La rete, signora mia, non è più quella di una volta. Utilissima, soprattutto nei vagoni di prima classe dove tutti stanno smanettando sul tablet o sullo smartphone. Meglio se la frase viene detta con fare da vecchia zia scandalizzata, e immediatamente twittata a tutti gli amici che sono lo stesso circoletto di gente con cui da dieci anni a questa parte si è commentato la fine di Mirk, la morte dei blog, eccetera. Perché la rete non è più quella di una volta, signora mia, ma quelli che ci stanno dentro e si lamentano quasi sempre sì.

3) Wikipedia censura le voci scomode. Discussione che va alla grande se si hanno compagni di viaggio “alternativi”, di destra o di sinistra. Meglio se poi ci si appoggia per portare conferme a qualche sito complottista, di destra o di sinistra non fa gran differenza tanto alla fine riprendono quasi sempre notizie uguali. Che poi hanno in qualche modo, nella maggioranza dei casi, pescato proprio da Wikipedia.

4) Facebook è pieno di bimbiminkia. Di solito l’accusa viene pronunciata da un genitore quarantenne che contemporaneamente scrive gli status con le k, condivide gli autoscatti dal mare in cui compaiono i piedi sul bagnasciuga, e uploda subito le foto del concerto dei Pooh scattate con il telefonino sotto il palco.

5) Twitter è invivibile perché i bimbiminkia stanno arrivando anche là. Vedi punto 4. E soprattutto tieni a mente che il peggior tipo di bimbominkia è l’adultominkia.

6) Con i social la privacy non esiste più. Certo. E poi se la smettessi di postare tutte le tue foto, aggiornarci ogni mezzo secondo su dove sei, cosa mangi, chi vedi, e fare ogni santissimo giorno un servizio in tempo reale della tua vita manco ti avessero selezionato per un Grande Fratello autoprodotto, allegando anche i risultati delle analisi del sangue, non sarebbe male, eh?

7) Il profumo della carta non può competere con gli ebook. D’accordo. Però i libri oltre che sniffarli si leggono, e su un e reader pesano meno e ti puoi portare dietro una intera biblioteca. E poi, per coerenza, allora dovresti leggere solo i manoscritti medioevali ricopiati a mano. Perché il profumo dell’inchiostro fatto con il nero di seppia, ah, sapessi…

8) Il mondo virtuale non è reale e io preferisco chi vive la sua vita “fuori”. Di solito la frase viene pronunciata da quello che ha ammorbato lo scompartimento con due ore di telefonate intervallate da conversazioni tramite sms. Al che il dubbio è che per “fuori” intenda “fuori di testa”.

9) Mio figlio di quattro anni è un genio perché usa già il tablet meglio di me.
Sì. Anche perché i tablet sono pensati per essere usati con facilità anche da un bimbo di quattro anni. Se tu non ci riesci, non è tuo figlio che è un genio, sei tu che sei scemo.

10) Io, comunque, non mi fido di internet e non lascio i miei dati in giro. Hai perfettamente ragione! Se poi evitassi anche di lasciare attaccato allo schermo del notebook, in bella vista, il post it giallo lampione su cui hai annotato a caratteri cubitali tutte le tue password sarebbe meglio, però.

Mariangela Vaglio

Insegnante, Blogger e Giornalista, Mariangela Vaglio è nota in rete come “Galatea”. Nel suo blog riflette su costumi, abitudini, vizi e virtù degli italiani in rete. Lo stesso fa per TechEconomy.

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