Ladies in Tech

Serena Aimoni: “L’ e-commerce è dei giovani e delle donne: ecco quello che molti non sanno”

Serena_Aimoni

“Gli acquisti online sono sicuri, prevedono ripensamenti e rimborsi”

è Country Manager Italia e Spagna presso , il portale che offre servizi di comparazione prezzi per l’e-commerce.

Sì, le aziende che non operano alcun tipo di discriminazione di genere non dovrebbero fare notizia. Ma siamo in Italia, e quiuna donna di carriera alla quale viene offerto un ruolo manageriale dopo una maternità, e con un’altra in vista, è a tutti gli effetti una buona notizia. Serena Aimoni è fresca di nomina: da novembre è Country Manager Italia e Spagna presso Kelkoo, il portale che offre servizi di comparazione prezzi per l’e-commerce. “Mi dedico alla gestione dei team locali in Italia e Spagna di Kelkoo che curano vendite, marketing e prodotto – spiega – Coordino le iniziative e priorità locali con quelle dei team europei di finance, marketing e R&D. Gestico i budget e i forecast e mi occupo infine della parte più amministrativa e relativa alle risorse umane nei due paesi”.
Nell’azienda, dal 2004, ha ricoperto i ruoli di Traffic Acquisition, Business Development & Marketing Manger e International Marketing Manager, mentre del 2006 è la sua esperienza in Yahoo! Italia come Consumer Marketing Manager.

Italiani ed e-commerce: una relazione di alti e bassi.

È un rapporto relativamente recente dato che in Italia il telemarketing e la vendita per catalogo non ha mai riscontrato il successo che ha avuto in altre country come UK e Francia. Ci sono indubbiamente ancora alcuni problemi relativi alle infrastrutture, specie nel trasporti, che sono state un freno alla crescita.

Per non parlare delle ritrosie. Quanto è davvero usato? La crisi ha influito?

Gli italiani sono ancora diffidenti nell’utilizzo della carta di credito online anche se il successo di piattaforme come Paypal sta sicuramente aiutando a questo proposito. Detto questo, nel nostro paese l’e-commerce continua a crescere a due cifre e quest’anno raggiungerà i 9,5 miliardi di euro di fatturato e ben 12 milioni di utenti attivi a fare acquisti online. I consumatori sono sempre più smart e attenti al risparmio e quindi l’online diventa il luogo privilegiato per i loro acquisti, soprattutto in questo momento di crisi.

Cosa cerca un utente da un sito che compara prezzi?

Direi che 2 sono le caratteristiche principali: la velocità e la semplicità nel trovare esattamente quel che si sta cercando. Sono inoltre importanti la parte più social relativa ai commenti degli utenti, specie se amici, sul prodotto e sul negozio online e le informazioni tecniche in generale.

E quindi quali sono i terreni di competitività sui quali vi muovete?

L’efficacia e la performance del sito, la comprensività del servizio – idealmente l’utente deve poter visionare le offerte di tutti i siti online che vendono il prodotto ricercato al fine di trovare l’offerta migliore per le proprie esigenze – la ricchezza di informazioni sui prodotti (descrizione, prezzo comprensivo di spese di spedizione, disponibilità effettiva del prodotto stesso, commenti di esperti e di user, video-review…).

E per la sicurezza?

E’ importantissima l’affidabilità dei negozi presenti sul sito. Le truffe online esistono e Kelkoo ha in essere numerosi controlli per poter garantire acquisti sicuri per i propri utenti.

Rimanendo in tema, quali sono le cose che ancora non si sanno sull’e-commerce?

Che in realtà comprare online è reso sicuro anche da una serie di norme europee denominate “Norme sulla Vendita a Distanza”. Proprio perché non si ha la possibilità di esaminare e controllare i prodotti prima del loro acquisto abbiamo diritto ad un periodo extra di riflessione durante il quale possiamo ripensarci, cambiare idea e chiedere il rimborso. Per questo, chi effettua acquisti online ha sette giorni lavorativi per restituire il prodotto comprato, a partire dal giorno successivo al ricevimento della merce ad esempio.

 Ecco, tanto per cominciare.

Non solo: l’e-commerce è forse uno dei pochissimi settori che dà grande spazio ai giovani. La gran parte delle persone che ci lavorando sono under 35, moltissimi sono stati assunti appena usciti dall’università dopo periodi più o meno lunghi di stage. Anche gli stessi dirigenti sono di gran lunga mediamente più giovani della media nazionale, per non parlare dei creatori delle start-up.

Donne e It: esistono differenze di genere? Il settore le ha aiutate in qualche ad aumentare le proprie possibilità in ambito lavorativo, nell’ottica di un percorso di crescita?

Non credo esistano differenze di genere, forse perché molte società nell’online sono multinazionali o comunque aziende con dirigenti giovani con esperienze e cultura internazionali.

Nell’IT c’è generalmente una grande flessibilità che può essere sfruttata a pieno dalle donne che cercano di conciliare lavoro e famiglia.

Lei ci è riuscita? 

La mia esperienza è esemplificativa: dopo essere tornata da un anno di maternità mi è stato offerto il ruolo di International Marketing Manager con il focus sul lancio di Kelkoo Brasile, quindi una posizione importante e di grande visibilità all’interno dell’azienda. Persino ora che sono incinta di 5 mesi mi è stata data questa opportunità professionale.

Non è da tutti.

So di essere una privilegiata in un mercato del lavoro come quello italiano, in quanto faccio parte di un’azienda che premia il merito e responsabilizza le persone senza discriminazioni di genere o altra sorte. In generale l’online costituisce una grande opportunità per l’impiego e la crescita professionale femminile; le donne possono davvero contribuire con la loro creatività e determinazione in un ambiente fortemente dinamico, flessibile e in costante crescita.

 

Diletta Parlangeli

E’ giornalista professionista, redattrice del quotidiano DNews dove si occupa di Cultura e Spettacoli. È appassionata della rete e delle sue dinamiche e scrive anche di tecnologia. Collabora con il Corriere Fiorentino e L’Espresso. Il suo blog è Diparipasso.

2 commenti

Commenti e reazioni su:

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2 Comments

  1. Chiara

    20/12/2012 alle 18:06

    Serena, sei veramente un esempio positivo di madre di famiglia in carriera. Sono questi i messaggi e gli esempi su cui riflettere e da imitare di cui abbiamo bisogno in questo momento. 🙂 Se un’azienda fa valere il merito senza discriminazioni, è giusto e utile che se ne parli.

  2. Rachele Bonani

    28/12/2012 alle 17:25

    Buonasera Simona, buonasera Diletta, sono Rachele mamma di 3 figli, professionista autonoma, fondatrice del network mammaiutamamma.it. Mi piacerebbe molto pubblicare questa intervista sul blog e farvi partecipare al sondaggio:
    Si può essere madri e professioniste affermate?
    Grazie
    r
    http://mammaiutamamma.it/2012/08/29/il-sondaggio-si-puo-essere-madri-e-professioniste-affermate-allo-stesso-tempo/

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