Slow Economy, Slow Tech

Siamo tutti tedeschi

Deutsche-Telekom

investiert annähernd 30 Milliarden Euro in drei Jahren in die Zukunft der Telekommunikation“.

Chissà perché, ma gli investimenti dichiarati in tedesco fanno più impressione. Trenta miliardi di euro in tre anni per il futuro delle telecomunicazioni sono un impegno importante e danno il senso della sfida che viene lanciata dall’operatore storico tedesco. Se poi lo dice il paese guida del vecchio continente possiamo, o dobbiamo, crederci.

Germania Mondo. Innanzitutto, occorre ricordare come Deutsche Telekom (DT) sia un gruppo presente in 50 paesi, con un fatturato che nel 2011 era pari a 58,7 miliardi di euro e l’obiettivo di tornare a crescere in termini di ricavi nel 2014, generando 6 miliardi di euro di Free Cash Flow nel 2015. Il passaggio da 9 a 10 miliardi di investimenti annui è poi un segnale forte della sfida che viene lanciata per migliorare la propria posizione competitiva nel “lungo periodo”, nonostante (o forse appunto per questo) la delicata situazione congiunturale mondiale.

Banda Ultra Larga fissa e mobile. Il focus degli investimenti sarà in Germania, sia per quanto riguarda la rete mobile () che quella fissa (FTTC con vectoring per un investimento pari a 6 miliardi di euro nel periodo 2013-2020). All’orizzonte una soluzione ibrida (la probabile “arma finale”…) che consentirà di raggiungere prestazioni fino a 200 Mbit/s in download e 90 Mbit/s in upload.

Obiettivo Paese. Un investimento presentato anche con un pizzico di retorica: “it is the people in Germany in particular who will benefit more than ever from the modern infrastructure”. Al 2016 la popolazione coperta sarà dell’85% per l’LTE (copertura outdoor con prestazioni nominali fino a 150 Mbit/s) e del 65% per l’FTTC (arrivando ai 100 Mbit/s “reali” grazie al vectoring). Lunga vita al rame.

E l’Italia? Mentre DT è una società pubblica (come del resto France Telecom), in Italia tutti gli operatori sono privati, ma anche da noi sono stati accesi i motori e il peso degli investimenti sui ricavi di Telecom Italia è addirittura superiore a quello di DT. I recenti annunci di Telecom Italia, Fastweb e F2i ci devono quindi rendere ottimisti e si apre una nuova stagione di investimenti, sebbene selettivi (le famose 100 città fino al 2014). L’avvio del 2013 sarà importante per confermare i progetti annunciati, con uno snodo importante che rimane la presentazione del piano Telecom Italia 2013-2015 a marzo, un mese importante anche per le sorti del Paese più in generale…

La strada è tracciata.

Cristoforo Morandini

Cristoforo Morandini

Cristoforo Morandini lavora da oltre 20 anni nel settore dell’ICT, analista per professione, studia le trasformazioni digitali per passione. Laureato in Discipline Economiche e Sociali, dopo un’esperienza accademica entra nella consulenza marketing e strategica, prima nel settore informatico e successivamente nelle telecomunicazioni. Ha creato e dirige l’Osservatorio Banda Larga, che dal 2000 analizza gli scenari regolamentari, tecnologici e di mercato alla base della convergenza multimediale. Advisor in operazioni di
M&A.

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