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Panda Security: i dati aziendali i più “desiderati” dai cyber criminali

Malware in hotel

È stato pubblicato ieri il report trimestrale di Panda Security dedicato all’analisi dei principali eventi nel panorama della sicurezza online, avvenuti nel terzo trimestre del 2012. Ciò che emerge come primo dato dal report è che in questi mesi si è assistito a un aumento del numero di attacchi a danno delle grandi aziende con uno scopo ben preciso: ottenere informazioni confidenziali.

Il primario obiettivo dei “cyber criminali” è sempre più quello di raccogliere i dati sensibili degli utenti, o comunque di carattere privato, delle aziende. E negli ultimi mesi nel mirino sono finite società come Dropbox, Blizzard e addirittura Adobe. Nel caso di Dropbox, ad esempio, un attacco di cyber crime ha comportato il furto di migliaia di username e password degli iscritti; la società di videogiochi Blizzard ha dovuto suggerire il cambio di password a molti suoi utenti a causa del furto delle stesse assieme alle e-mail crittografate degli utenti. In fine, due esemplari di sono stati “firmati” con due certificati digitali della Adobe.

Secondo le statistiche di , i Trojan continuano ad essere i più diffusi e rappresentano il 72,58% di tutto il nuovo malware generato; i virus invece rappresentano il 14,47% ed i worm il 10,53%. Se si tiene conto anche del numero di infezioni causate dal malware in rete, i Trojan restano al primo posto con 3 attacchi su 4, seguiti dai worm e dai virus.

E’ evidente che gli autori di malware hanno standardizzato le proprie tecniche, in quanto abbiamo assistito nel terzo trimestre a una continuazione dei già visti nella prima metà dell’anno – ha rilevato Luis Corrons, il Direttore tecnico dei laboratori di Panda Security, aggiungendo che – i Trojan hanno raggiunto ancora l’80% degli attacchi e continuano a essere gli esemplari preferiti dai cyber criminali per realizzare furti di informazioni. Questo conferma che il principale obiettivo sia guadagnare denaro dalle proprie creazioni“. Insomma, la diffusione del malware è sempre più una pratica simile a se stessa nel tempo, ma legata sempre più al furto di dati per generarvi profitto.

La media dei PC colpiti a livello globale è pari al 30,68% ma tra le nazioni più colpite spicca ancora una volta la Cina, con una percentuale pari al 53,17% di computer attaccati. Al secondo posto a livello mondiale si colloca la Corea del Sud (con il 52.77%). Nella classifica stilata da Panda Security spiccano nazioni con alti rischi di “infezione”, trasversalmente a tutti continenti: dalla Turchia, alla Bolivia fino al Sudafrica. Mentre, tra quelle che registrano un tasso più basso di infezioni da malware, otto su dieci sono europee: la meno colpita è infatti l’Irlanda (20%), seguita dalla Norvegia (20,16%) e dalla Svezia (22,46%). “Tra i paesi meno colpiti, sono presenti alcune nazioni tra le più avanzate tecnologicamente – ha sottolineato Corrons – grazie alla loro consapevolezza dell’importanza di dotarsi di misure di sicurezza per combattere il cyber crimine.”

Ma nel report di Panda Security si evidenzia anche come, nell’ultimo periodo del 2012, siano cresciute le azioni di cyber spionaggio nei confronti dei giornalisti in diverse parti del mondo, oltre ad attacchi alle piattaforme mobili, e in particolare Android, data la sua alta diffusione nel mondo.

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