Legal & Digital Rights

Yahoo rifiuta accordo per sanzioni in Messico

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Dopo la sentenza preliminare della settimana scorsa emessa dalla Corte Civile n°49 di Città del , si è vista attribuire l’obbligo di un risarcimento pari a 2,7 miliardi di dollari. Ora le società che hanno fatto causa al motore di ricerca Usa hanno rilanciato l’opzione di un accordo ma pare non voglia cedere.

La settimana scorsa, infatti, il tribunale di Città del Messico ha emesso una sentenza di primo grado per un risarcimento dovuto al mancato rispetto degli accordi inerenti un servizio di pagine gialle online e al relativo profitto connesso all’advertising. Secondo la Corte, le aziende che hanno citato in giudizio Yahoo e la sua filiale messicana (la Directories Worldwide e la Ideas Interactivas), avevano subito un danno sostanziale ai propri servizi fino al 2011, anno in cui era stata avviata l’azione legale. Secondo molti analisti però, la cifra richiesta al motore di ricerca è spropositata rispetto all’effettivo valore dell’intero mercato pubblicitario messicano, e queste ed altre motivazioni spingono ancora di più Yahoo a non voler cedere su possibili accordi con le parti in causa.

Carlos Bazan-Cabal, partner e Direttore della pianificazione strategica e commerciale di entrambe le società in causa (oltre che ex dirigente di Yahoo de Mexico), ha dichiarato all’agenzia di stampa Reuters: “Se si raggiungesse un accordo relativo ad una cifra ‘interessante’, siamo disposti ad accontentarci di quello, che sarà sicuramente inferiore alla somma prevista dalla sentenza preliminare“. Bazan-Cabal ha aggiunto che già prima della sentenza le due società messicane si erano rese disponibili ad un accordo, ma che Yahoo ha più volte respinto la proposta. Ma il manager messicano ha aggiunto che: “Se non c’è alcuna intenzione da parte di Yahoo di giungere ad un accordo tra di noi per addivenire potenzialmente ad una soluzione, seguiremo tutte le strade, sia in Messico che in qualsiasi altra parte del mondo in cui si potrebbe avere diritto ad un risarcimento“. Una decisione che ha già i suoi riscontri, dato che questa settimana si riunirà con i legali negli Stati Uniti con l’evidente intenzione di portare il dibattimento anche sul terreno nazionale dell’avversario.

Inoltre, pare che le aziende intendano citare ora in giudizio Yahoo anche per i danni potenzialmente conseguenti all’accaduto, che potrebbero far lievitare a 3,5 miliardi di dollari il risarcimento richiesto. In ogni caso, se venisse accolta la sentenza di primo grado; la compagnia sarebbe comunque costretta a risarcire una cifra pari al 40% del suo saldo di cassa del 201. A far ben sperare Yahoo, però, non ci sono solo quelli che la società definisce “numerosi motivi di appello relativi anche ad errori di procedura nell’applicazione delle norme” ma ci sarebbe anche la sentenza stessa, che ritiene alcune delle obiezioni di Yahoo “parzialmente fondate“.

Secondo la sentenza, oltre a quanto descritto finora, si evince che la somma di 2,7 miliardi è relativa anche alle previsioni di profitto in diritti pubblicitari che sarebbero stati generati fino alla naturale scadenza del contratto; oltre al fatto che Ideas Interactivas ha rischiato il fallimento pur avendo un sistema di servizi consolidato in Messico.

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