Legal & Digital Rights

Alleanza mondiale per combattere la pedofilia in rete

polizia postale

48 paesi del mondo hanno deciso di creare un’alleanza globale contro al pedofilia in , un  fenomeno diffuso e organizzato a livello internazionale, quindi non contrastabile a livello di singolo paese.

L’ONU, tramite l’agenzia specializzata nella lotta alla droga e alla criminalità, ha stimato le immagini pedopornografiche in rete in più di un milione. Ogni anno 50mila nuove immmagini verrebbero caricate sul web, per un giro di affari di circa 250 milioni di dollari.

La nuova alleanza mira a contrastare questa massa di contenuti e di abusi ad essi collegati. La differenza di fondo rispetto alle precedenti iniziative è l’ampiezza del progetto e la collaborazione tra paesi dove i bambini vengono più spesso abusati, paesi dove che ospitano i server dove le immagini, e i siti relativi, vengono caricati; e paesi dove le immagini vengono consumate.

L’alleanza,  guidata da USA e UE, comprende, infatti, oltre a queste due realtà internazionali: Croazia, Serbia, Montenegro, Albania, Turchia, Norvegia e Svizzera, poi gli Stati Uniti con Australia, Nuova Zelanda e Giappone, a cui si aggiungono Georgia, Moldova, Ucraina, Nigeria, Ghana, Filippine, Corea, Cambogia, Thailandia e Vietnam.

Cecilia Malmstroem, commissaria Ue agli affari interni, ha commentato durante la cerimonia con cui si è dato vita all’iniziativa: “è nostra responsabilità tutelare le giovani vittime e punire i colpevoli dovunque si trovino, e l’unico modo per riuscirci è fare fronte comune per coordinare e intensificare la nostra azione“.

Anna Maria Cancellieri, Ministro degli Interni Italiano, ha spiegato che i server su cui girano i siti con le immagini incriminate “sono nei paesi più dislocati“, e nonostante gli stati combattano individualmente la lotta alla pedofilia online è sicuramente “più efficace” quando c’é una collaborazione “forte” a livello internazionale.

La Russia, accusata da alcune Organizzazioni Non Governative di ospitare molti siti legati a contenuti pedopornografici, non ha voluto partecipare alla nuova alleanza, anche se la commissaria europea non ha perso la speranza. “Spero accetterà di unirsi più tardi“, ha auspicato Malmstroem.

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