#EpicFail

“Orgia Meloni” e il mistero di un epicfail che forse non capiremo mai

Meloni

Se il buongiorno si vede dal mattino, il gestore della fanpage di deve aver avuto una giornata decisamente difficile. Lunedì mattina, mentre tutti tornavamo alle nostre scrivanie dopo il weekend, su compariva una nuova pagina, quella a sostegno della candidatura di Giorgia Meloni alle primarie del Pdl.

[Foto: davidelicordari.com]

Che ne è stato di tutti quei tool che promettevano di regalarci una foto di copertina perfetta in quattro click? Non che ce ne fosse stato bisogno, così come non c’era bisogno di una laurea in Photoshop per sapere che la foto di copertina di una pagina facebook la si può tirare di qua e di là fino a trovare la posizione giusta. Dove per “posizione giusta” si intende semplicemente non nascondere il nome della candidata dietro alla foto del profilo. Sia chiaro: il fatto che ci sia di mezzo un doppio senso a sfondo sessuale è solo la ciliegina sulla torta. Ma se la Meloni si fosse chiamata Luisa o Rosanna il risultato sarebbe stato altrettanto imbarazzante, dando l’idea di un lavoro pressapochista, frettoloso e poco attento.

Quella “orgia”, però, era fin troppo clamorosa per passare inosservata e così, in capo a poche ore e complici anche i ben noti precedenti delle “cene eleganti” che hanno visto protagonista il gotha del partito, si è sparsa la voce e ognuno, sul web, ha detto la sua. Ora. Perfino un tredicenne si sentirebbe “le bisce nello stomaco” al pensiero di una cover photo che è a bassa risoluzione, ridimensionata male e addirittura con il nome coperto. E qualunque utente, appena cambia qualcosa nel proprio profilo, investe qualche minuto per controllare se è tutto ok.

Anche ammesso che i sostenitori della Meloni avessero voluto farle “una sorpresa”, e che quindi abbiano messo in piedi la pagina in fretta e furia, questo “Orgia Meloni” è talmente grossolano da far sorgere il sospetto: ma non è che, magari, si è trattato di un (opinabile) espediente per pubblicizzare un po’ la candidatura dell’ex ministro? (In effetti, lunedì mattina la Meloni aveva dichiarato la propria intenzione di candidarsi alle primarie, rimandando però la comunicazione ufficiale di qualche ora. Certo, si tratta solo di personalissime supposizioni: ma se lunedì si è cominciato a parlare di Giorgia Meloni è stato soprattutto per via di quella “gaffe” su Facebook).

Qualche ora dopo, comunque, la fanpage era stata rimossa. La cancellazione della pagina ha colto tutti un po’ di sorpresa: lo staff della Meloni o chi per esso non ha cambiato o sistemato la foto di copertina, la pagina è stata semplicemente cancellata per lasciare spazio al profilo pubblico dell’Onorevole, attivo dal 2008.

Pressapochismo o strategia di comunicazione che fosse, l’idea di oscurare una pagina pubblica non è mai una mossa apprezzabile. Ammettiamo che si fosse trattato di una reale svista: perché cancellare direttamente la pagina e tutti i suoi contenuti, operando una sorta di censura? Certo, l’esperimento era partito male ma, in fin dei conti, non era successo niente che non potesse essere risolto scegliendo un’altra cover. Essere presenti sul Web con un messaggio imbarazzante è meglio o peggio che non essere presenti del tutto?

Togliere di mezzo un contenuto che contiene un errore senza nemmeno tentare di correggerlo sembra quasi suggerire l’idea che non si abbiano le competenze necessarie per rimediare. Cancellare una fanpage molto in vista dopo pochissime ore senza dare nessuna spiegazione, e per di più una fanpage dedicata a un candidato politico in un momento particolarmente caldo, sembra quasi una presa in giro, uno scherzo, un tiro giocato alla candidata senza che lei se ne fosse resa conto. Qualcosa che, in un mondo perfetto, potrebbe gettare molto discredito su un personaggio pubblico.

Il problema del caso “Orgia Meloni” non è stato tanto il doppio senso, o qualcosa che è stato detto. Anzi: è stato proprio l’alone di mistero che ha circondato tutto l’episodio a lasciare perplessi e a generare confusione. Nessuno ha rivendicato un possibile scherzo. Nessuno ha fornito spiegazioni o si è scusato per la svista. La Meloni, dal canto suo, non ha rilasciato nessuna dichiarazione a riguardo.

Qualunque cosa fosse, o volesse essere, la fanpage a sostegno di Giorgia Meloni ci ha lasciati insoddisfatti, come un giallo che si interrompe prima di svelarci chi è l’assassino.

Lesson Learned: Non è mai una buona mossa lasciar cadere il silenzio su un fatto potenzialmente pericoloso per la propria reputazione: il rischio è che il pubblico a cui ci si rivolge cominci a lavorare di fantasia, saltando fuori con le ipotesi più disparate. Specialmente se il soggetto in questione è un politico che ha appena annunciato di volersi candidare alle elezioni. 

 

Valentina Spotti

Valentina Spotti

Nasce nel 1984 e vede per la prima volta una pagina web sul finire degli anni Novanta: ci rimane male perché si immaginava chissà cosa. Poi vennero i blog, YouTube e i social network, e nel 2009 una tesi sulla costruzione della reputazione in Rete la porta alla laurea in Scienze della Comunicazione. Per un certo periodo si è occupata di Media Education in quel di Bruxelles, poi è tornata a Milano ed è diventata web editor.

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